Garantire collegamenti stabili, potenziare il segmento dei voli charter, ma soprattutto fare rete con l’offerta ricettiva del territorio. È questa la rotta per il rilancio dell’aeroporto di Crotone tracciata dal presidente della Sacal, Luciano Vigna, a margine del TTG di Rimini ai microfoni dei giornalisti.
Analizzando lo stato attuale dello scalo, il vertice della società di gestione aeroportuale non nasconde le difficoltà incontrate sui collegamenti punto a punto: tra tutti la tratta per Roma, dove non sono mancate segnalazioni critiche sulla qualità del servizio.
Per Crotone, la vera chiave di svolta risiede nello sviluppo dei voli charter. Una risorsa strategica se si considera che l’area circostante conta circa 6.500 posti letto. Il vero ostacolo, tuttavia, resta una stagionalità estremamente compressa tra luglio e agosto, con una domanda che oggi continua ad appoggiarsi prevalentemente sullo scalo di Lamezia. Un problema che si scontra anche con la chiusura delle strutture ricettive nei periodi di spalla, come a maggio. «Non è una competizione fra territori, la competizione dev’essere nella capacità di ogni territorio di creare offerta» – ha detto Vigna ai cronisti.
Una sfida che chiama in causa il tessuto economico e turistico locale. Secondo la Sacal, infatti, il destino dello scalo non può essere legato a mere logiche politiche, ma alla risposta concreta del territorio.
«Quando un territorio sarà in grado di creare offerta, come accade per esempio nell’area tra Pizzo e Parghelia che sta raggiungendo livelli ottimali – ha detto ancora Vigna ai giornalisti – allora in quel caso gli aeroporti crescono. Non cresce un aeroporto per volontà politica, cresce perché il territorio risponde».
Un appello chiaro alla collaborazione e alla programmazione: fare volare Crotone è possibile, ma serve un sistema turistico pronto a rispondere all’appello ben oltre i mesi estivi.