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Protesta a Rosarno, la rabbia degli agricoltori: «Le istituzioni fanno finta di non sentire»

Prosegue senza sosta la mobilitazione degli agricoltori a Rosarno. Presidi e manifestazioni vanno avanti ininterrottamente dallo scorso 28 settembre, ma sul fronte delle risposte da parte delle istituzioni il bilancio resta sconfortante. A fare il punto sulla situazione è Antonio Zangari, agricoltore in prima linea nella protesta, intervistato dal giornalista Domenico Milani per Video Calabria.

«Siamo qui dal 28 settembre e ancora oggi stiamo aspettando che qualcuno ci contatti per cercare di risolvere questi problemi», dichiara amareggiato Zangari. Al centro delle rivendicazioni ci sono questioni che toccano da vicino la sopravvivenza stessa delle famiglie e delle aziende: la tenuta dell’economia familiare, il carovita che pesa sul carrello della spesa e, in particolar modo, i rincari insostenibili dei carburanti.

«Abbiamo il problema del caro carburante agricolo, del carburante industriale e di quello che le famiglie mettono al distributore. La situazione è diventata ormai impossibile e invivibile», incalza l’agricoltore.

Nel mirino dei manifestanti c’è soprattutto il silenzio delle istituzioni e l’assenza di attenzione mediatica su scala nazionale. «Le istituzioni fanno finta di non sapere, ma sanno tutto. A prescindere dal fatto che non ne parli il TG5 o la Rai nazionale, tutti sono a conoscenza della situazione. Sembra di avere a che fare con istituzioni ‘sordomute’ che fanno finta di non capire, ma conoscono benissimo le problematiche del popolo italiano», evidenzia Zangari.

Negli ultimi giorni la protesta ha visto un ampliamento del fronte dei partecipanti: «Da tre giorni si sono aggregati a noi anche i trasportatori, perché anche loro non ce la fanno più ad andare avanti tra il caro carburante, le difficoltà sulle strade e normative che li hanno fortemente penalizzati».

La protesta a Rosarno promette di non fermarsi finché non arriveranno segnali concreti da parte del Governo e degli enti preposti, di fronte a un disagio sociale ed economico che continua ad aggravarsi giorno dopo giorno.