
Deve scontare un cumulo di pene complessivo di oltre 19 anni di carcere per associazione mafiosa, omicidio e armi Domenico Paviglianiti, estradato in Italia su disposizione dell’autorità giudiziaria spagnola. L’uomo è ritenuto elemento di vertice dell’omonima cosca di ‘ndrangheta della provincia reggina, che ha interessi anche nel Nord Italia e all’estero. In seguito ad un mandato di Arresto Europeo emesso dalla Procura di Bologna, era stato rintracciato ed arrestato in Spagna il 26 giugno scorso dalla Policia national, in un’operazione congiunta con il Gico della Guardia di finanza di Reggio Calabria.
Domenico Paviglianiti è stato preso in consegna presso l’aeroporto di Madrid e trasferito a Roma Fiumicino, dov’è stato prelevato e portato in carcere.
Latitante dal 2022, Paviglianiti è stato individuato monitorando alcune persone a lui vicine, che hanno condotto gli inquirenti fino a Soria, una località dell’entroterra a circa 200 chilometri da Madrid. Qui l’uomo è stato fermato all’uscita di un ristorante e tratto in arresto. Quindi il percorso che ha portato all’estradizione ed al suo rientro in Italia.
“Il suo percorso criminale – spiegano gli inquirenti – si inserisce anche nel contesto della cosiddetta seconda guerra di ‘ndrangheta, nell’ambito della quale Paviglianiti avrebbe avuto un ruolo di primo piano, schierandosi a sostegno della cosca De Stefano nella contrapposizione con il gruppo Condello: una fase caratterizzata da numerosi omicidi che hanno inciso sugli equilibri mafiosi della provincia reggina. Nel corso degli anni, Paviglianiti è stato destinatario di diversi provvedimenti restrittivi e condanne definitive per associazione di tipo mafioso, omicidio e traffico internazionale di sostanze stupefacenti”





