
A poco più di un anno dal perfezionamento dell’acquisizione, avvenuta nel giugno del 2025, il Gruppo Caffo 1915 inaugura il nuovo corso di Cinzano coordinando la prima vendemmia dello storico marchio piemontese. Vendemmia che segna, di fatto, l’inizio di una nuova era per l’azienda fondata nel 1757 e coinvolge circa 150 aziende agricole, per lo più realtà familiari di piccole dimensioni che conferiscono le uve destinate alla produzione degli spumanti. Per molte di esse si tratta di un rapporto che è iniziato molto tempo (e qualche generazione) fa, e dunque ha consentito di produrre un solido patrimonio di relazioni e di competenze che è stato uno dei segreti, forse il principale, del successo dell’Asti Cinzano. Essendo, la qualità della produzione, da sempre uno dei princìpi fondamentali dell’azienda calabrese Nuccio Caffo, ammistratore delegato dell’intero gruppo e della Cinzano, dice di considerare la filiera dell’uva ed il rapporto coi produttori la base su cui verrà costruita la fase di rilancio del marchio.
PIEMONTE, O CARO
Sarà Valle Talloria, piccola frazione del comune di Diano D’Alba, provincia di Cuneo, cuore delle colline delle Langhe, che com’è noto fanno parte del patrimonio Unesco, la nuova sede delle attività produttive ed anche dell’archivio storico di Cinzano: si tratta di un edificio che è stato recuperato e presso il quale verranno ricondotte attività e personale. Come d’abitudine, le 150 aziende conferitrici alla fine della vendemmia, che arriva in leggero anticipo rispetto alle ultime stagioni: una festa che coinvolge sia i viticoltori e le loro famiglie, sia i lavoratori che operano nei vigneti.
NUOVO CORSO, NUOVO SPUMANTE
L’ingresso del Gruppo Caffo non poteva non coincidere con la presentazione di una nuova etichetta, ovvero, quella dell’Asti Cinzano Rosè Docg, uno spumante dolce e aromatico che può essere consumato sia come aperitivo che accompagnato a piatti freschi e informali, tipici dell’estate. Si tratta di un blend di Moscato bianco, la componente principale dell’Asti, e Brachetto, che contribuisce alla colorazione rosa e conferisce le note di frutto rosso. Fra l’altro, la scelta di tornare nelle Langhe è segno dell’attenzione che il Gruppo Caffo mostra nei confronti del marchio Cinzano alla vigilia dei suoi primi 270 anni, che ricorreranno nel 2027.





