
I controlli hanno interessato diversi settori, compreso quello turistico. In un lido le sanzioni possono arrivare fino a 117mila euro.
Controlli in 16 aziende del territorio
Il lavoro nero torna sotto la lente della Guardia di Finanza nel Vibonese. Nei primi sette mesi del 2026, da gennaio a luglio, i militari hanno effettuato 16 controlli in altrettante attività commerciali appartenenti a diversi settori. Complessivamente sono state verificate le posizioni di 98 lavoratori.
Trenta persone lavoravano senza alcun contratto
Dai controlli è emerso che 30 lavoratori erano completamente in nero. In pratica, lavoravano senza che il rapporto fosse stato regolarmente comunicato e senza poter contare sulle normali tutele legate a un’assunzione: contributi, previdenza, assistenza e garanzie contrattuali.
Altri 13 dipendenti risultavano impiegati in modo irregolare
Non tutti i casi riguardavano l’assenza totale di un contratto. In 13 situazioni sono state trovate altre forme di irregolarità. Tra queste, lavoratori formalmente assunti part-time ma che, secondo quanto accertato, lavoravano per un numero di ore equivalente a un tempo pieno e ricevevano una paga più bassa rispetto a quella dovuta. Sono stati inoltre scoperti casi di persone impegnate durante il cosiddetto periodo di prova senza essere regolarmente assunte.
Particolare attenzione a lidi e attività turistiche
Con l’arrivo dell’estate, i controlli si sono concentrati anche sulle imprese che lavorano nel settore turistico, dove aumenta il numero di lavoratori impiegati durante la stagione. In uno degli accertamenti, effettuato in uno stabilimento balneare, le violazioni contestate possono portare a multe comprese tra 20mila e 117mila euro.
Stipendi pagati senza lasciare traccia
Tra le irregolarità trovate dai finanzieri ci sono anche quelle relative al pagamento degli stipendi. In alcuni casi non sarebbero state rispettate le regole che impongono di utilizzare sistemi tracciabili per versare le retribuzioni. Una pratica che rende più difficile verificare quanto viene realmente pagato ai lavoratori e se le somme corrispondono a quelle previste.
Il conto più pesante lo pagano i lavoratori più fragili
Dietro il lavoro nero non ci sono soltanto tasse e contributi non versati. Chi lavora senza contratto può ritrovarsi con uno stipendio più basso, pagamenti in contanti o addirittura somme “fuori busta”, senza ferie, contributi e altre tutele. A essere maggiormente esposte sono spesso le persone che hanno meno possibilità di scegliere e che accettano condizioni di lavoro svantaggiose pur di avere un’entrata.
Un danno anche per le aziende che lavorano correttamente
Il lavoro irregolare finisce per penalizzare anche gli imprenditori che rispettano le regole. Chi non paga regolarmente contributi, imposte e costi del personale può infatti offrire prezzi più bassi o ottenere margini maggiori, creando una concorrenza difficile da sostenere per chi invece opera legalmente.
Sei attività sospese e una costretta a chiudere
Le irregolarità accertate hanno avuto conseguenze immediate. L’Ispettorato del Lavoro ha disposto la sospensione dell’attività per sei aziende. In un altro caso, considerato particolarmente grave, è arrivato anche il provvedimento di cessazione definitiva dell’attività da parte dell’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia.
I controlli proseguiranno anche nei prossimi mesi
L’attività della Guardia di Finanza punta a individuare chi utilizza il lavoro nero per ridurre i costi e aumentare i guadagni, a scapito dei dipendenti e delle imprese regolari. Un fenomeno che non riguarda soltanto il singolo lavoratore, ma che finisce per alterare il mercato e sottrarre risorse alla collettività.





