
Beni per un valore complessivo di oltre cinque milioni di euro sono stati confiscati a un imprenditore edile dai finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia guidata da Giuseppe Borrelli.
La confisca rappresenta uno sviluppo dell’operazione “Eyphemos”, che aveva colpito il locale di ‘ndrangheta di Sant’Eufemia d’Aspromonte, riconducibile alla cosca Alvaro.
Secondo le risultanze processuali, l’imprenditore in questione, condannato in via definitiva a 15 anni, 10 mesi e 20 giorni di reclusione, avrebbe ricoperto un ruolo di vertice nell’organizzazione mafiosa, con funzioni decisionali e di pianificazione delle attività criminali.
Le indagini economico-patrimoniali, condotte dal Gico su delega della Dda, hanno evidenziato una significativa sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio riconducibile all’imprenditore. Da qui la richiesta di confisca, accolta dal Tribunale.
Il provvedimento ha interessato una ditta individuale, due società operanti nel settore delle costruzioni, nove immobili – tra terreni e fabbricati – oltre a rapporti bancari, finanziari, assicurativi e alle relative disponibilità.





