
“Saranno completati finalmente 184 chilometri di cui 140 in nuova sede, quindi un’opera molto importante che ci vede coinvolti tutti. L’Anas in primis, in Calabria gli investimenti sono enormi. Il traguardo erano 10 miliardi, quindi 5 miliardi sono in corso e devo dire che nel numero globale che Anas gestisce nel territorio nazionale che sono oggi 33mila km e presto arriveremo a 40mila, in questi 40mila sicuramente ci saranno i tratti della 106 ionica. Il dibattito pubblico dovrebbe essere propedeutico a velocizzare le decisioni che devono essere condivise”. E’ quanto affermato dall’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, a margine dell’avvio del dibattito pubblico sulla nuova Strada Statale 106 che è stato promosso dalla stessa Anas.
Le fasi al centro del dibattito
“Nel contratto di programma – ha proseguito – abbiamo iniziato ad inserire la progettazione. Una volta terminata questa fase fondamentale, sicuramente avremo anche i numeri. I percorsi delle quattro soluzioni, due sono quelle più mature. Sarà il dibattito pubblico a dare poi dei risultati, però probabilmente il tratto vicino al mare è qualcosa che ci avvicina di più alla velocizzazione dei tempi. È solo un’idea che stiamo mettendo in atto in questo momento”.
Parole che fanno eco a quelle del responsabile dell’Anas Calabria, Luigi Mupo: “Avviamo questo dibattito pubblico – ha detto – su un tratto che è stato trascurato nel corso degli anni perché l’attenzione è stata nel corso di questi ultimi anni nell’alto ionio cosentino. Stiamo realizzando il megalotto tra Roseto Capo Spulico e Sibari, abbiamo aggiudicato i lavori tra Sibari, Corigliano e Rossano. A settembre partiremo con i lavori nel tratto Catanzaro-Crotone. Oggi finalmente ragioniamo su quello che possono essere le alternative di tracciato per raddoppiare la ionica anche da Catanzaro a Reggio Calabria. Noi portiamo al tavolo lo studio di quattro alternative di tracciato, si sviluppano su due corridoi: uno pedimontano e un altro costiero. Andremo a riammagliare i tratti già raddoppiati quindi tra Simeri e Squillace, tra Roccella Jonica e Locri, poi c’è il tratto di Palizzi che completeremo da Palizzi a Bova Marina nel corso del 2027. È chiaro – ha concluso – che andremo a realizzare questi tre tronchi che si svilupperanno nella parte più interna ed è quella più impegnative e onerosa, e alternative costiere che sono quelle più economiche ma impattano sul paesaggio. Tutte alternative che avranno costi e benefici che saranno analizzati insieme al territorio con cui sceglieremo quella da perseguire”.
Il progetto
La strada statale 106 venne istituita con la legge 1094 del 1928. Il percorso di snoda lungo la costa ionica tra Calabria, Basilicata e Puglia. Il percorso di lunghezza complessiva di 490 km circa interessa le province di Taranto, Matera, Cosenza, Crotone, Catanzaro e Reggio Calabria. Proprio quest’ultimo tratto di circa 180 km, è stato l’oggetto della progettazione. Limitatamente alla Calabria, l’intervento collega quasi 460mila abitanti distribuiti in 42 comuni: 27 appartenenti alla provincia di Reggio Calabria interessata per 130 km, mentre 15 rientrano nella provincia di Catanzaro interessata per 53 km circa. La tratta viene suddivisa in tre tronchi: da Reggio Calabria a Bova interessando 8 comuni, da Palizzi a Locri riguardando 12 comuni, da Roccella Jonica a Squillace attraversando 21 comuni. Sono state proposte quattro alternative di progetto della quali la 2,3 e 4 corrono sullo stesso corridoio diverso da quello pedemontano dell’alternativa 1 per cui sono necessari 13 miliardi. L’alternativa 2, con 33 svincoli anziché 37, ha un costo di circa 10 miliardi. Nell’alternativa 3, ci sono 33 svincoli per un costo di 8 miliardi circa. L’alternativa 4, con 33 svincoli, ha un costo di 7 miliardi circa.
Le valutazioni naturalistiche e paesaggistiche
È stato valutato l’inserimento dell’infrastruttura nel paesaggio e le relazioni con l’ambito rurale e urbano. L’analisi è stata condotta in contesti naturalisti e paesaggistici, come le fiumare Amedolea o in presenza di condizioni geomorfologiche come i calanchi bianchi di Palizzi. Attenzione è stata posta ai centri abitati che si trovano in prossimità dell’infrastruttura come la frazione Razzà, nel comune di Brancaleone. Le alternative di progetto tengono conto anche dell’emergenza architettonica, dello scenario morfologico e dei centri urbani, quali il borgo di Monasterace e il monastero di Sant’Anna. Sono previste altresì fasce vegetazionali lungo l’infrastruttura, trattamenti naturalistici per le scarpate e ripristino delle aree boschive a tutela del paesaggio. Per preservare la biodiversità e i corridoi ecologici, sono previsti passaggi faunistici e naturalizzazione degli svincoli con vegetazione mediterranea. Le aree agricole DOP verranno protette da sistemazioni arbustive, mentre per armonizzare le opere con il contesto, maggiore attenzione alla scelta di colorazioni, materiali e rimodellamento dei versanti. I ricettori sensibili saranno protetti da barriere acustiche. L’itinerario, tramite pannelli informativi nelle aree di svincolo lungo l’opera infrastrutturale, valorizzerà il territorio.





