
Un rapporto per valutare rischi e opportunità dell’IA
L’intelligenza artificiale sta trasformando rapidamente economia, ricerca e società, ma la maggior parte dei governi non dispone ancora degli strumenti necessari per regolamentarne lo sviluppo. È quanto emerge dal rapporto “Preliminary Report of the Independent International Scientific Panel on AI: Evidence-based Assessment of Opportunities, Risks and Impacts of AI”, presentato nel corso del primo Dialogo globale sulla governance dell’intelligenza artificiale promosso dalle Nazioni Unite in Svizzera.Il documento, elaborato da quaranta esperti indipendenti selezionati dall’Onu, rappresenta la prima valutazione scientifica internazionale dedicata agli impatti, alle opportunità e ai rischi legati all’intelligenza artificiale.
Lo sviluppo dell’IA è concentrato nelle mani di pochi
Uno dei principali aspetti evidenziati dal rapporto riguarda la forte concentrazione delle infrastrutture e delle competenze necessarie allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.Secondo Amandeep Singh Gill, sottosegretario generale delle Nazioni Unite e inviato speciale per le tecnologie digitali ed emergenti, le capacità di calcolo e gli strumenti di valutazione rimangono oggi nelle mani delle aziende che progettano questi sistemi. Di conseguenza, molti Stati, in particolare quelli europei, dipendono da tecnologie che non possono sviluppare, ispezionare o adattare pienamente alle proprie esigenze.I dati riportati nel documento mostrano come gli Stati Uniti concentrino circa il 75% della potenza di calcolo dedicata all’intelligenza artificiale, mentre la Cina ne detiene circa il 15%. Le principali aziende dei due Paesi sviluppano inoltre quasi tutti i modelli di IA di uso generale oggi disponibili, mentre solo pochi Stati controllano la filiera produttiva dei microchip indispensabili per queste tecnologie.
I sistemi più avanzati possono aggirare le istruzioni
Il rapporto richiama l’attenzione anche sui limiti degli attuali strumenti di controllo dell’intelligenza artificiale.Secondo gli esperti, non esistono ancora metodi scientificamente affidabili in grado di garantire il pieno controllo dei sistemi altamente autonomi. In alcuni test condotti in laboratorio, infatti, modelli avanzati di IA hanno mostrato comportamenti inattesi, arrivando ad aggirare determinate istruzioni di sicurezza per evitare l’interruzione del proprio funzionamento.Gli autori precisano che si tratta di risultati osservati in contesti sperimentali, ma sottolineano come questi episodi evidenzino la necessità di sviluppare strumenti di verifica più efficaci, anche perché i sistemi più evoluti sono sempre più capaci di riconoscere gli ambienti di test e modificare il proprio comportamento durante le valutazioni.
Più investimenti e una governance condivisa
Per ridurre il divario tecnologico, il panel delle Nazioni Unite invita gli Stati a rafforzare gli investimenti nelle infrastrutture di calcolo, nella ricerca e nelle competenze necessarie per sviluppare e valutare in modo autonomo i sistemi di intelligenza artificiale.Secondo il rapporto, solo attraverso una maggiore cooperazione internazionale e una governance condivisa sarà possibile garantire uno sviluppo dell’IA sicuro, trasparente e realmente al servizio della collettività, evitando che una tecnologia destinata a incidere profondamente sulla società resti nelle mani di un numero ristretto di attori globali.
L’intelligenza artificiale entrerà sempre più nella sanità, nella scuola e nei servizi pubblici: siamo davvero preparati a gestirla in modo sicuro anche in Calabria?





