
La decisione del Tribunale di Vibo Valentia
Si è chiuso il giudizio di primo grado legato all’inchiesta “Maestrale-Olimpo-Imperium”, celebrato con rito ordinario davanti al Tribunale di Vibo Valentia. Il verdetto ha portato a 79 condanne, 99 assoluzioni e 3 proscioglimenti per prescrizione.
Il procedimento ha interessato diversi gruppi criminali operanti nel Vibonese.
Assolti anche esponenti politici e professionisti
Tra le assoluzioni compaiono anche figure note del panorama politico e professionale. Tra questi l’imprenditore Francescantonio Stillitani, già assessore regionale e sindaco di Pizzo, insieme al fratello Emanuele.
Prosciolti anche gli avvocati Daniela Garisto, Francesco Stilo e Joan Azzurra Pelaggi, oltre all’ex dirigente del dipartimento di prevenzione dell’Asp, Cesare Pasqua.
Boss e presunti vertici delle cosche coinvolti
Assoluzione anche per Pantaleone Mancuso, conosciuto come “Scarpuni”, indicato dagli inquirenti tra i capi della cosca di Limbadi, e per Domenico Bonavota, ritenuto alla guida della componente militare del clan di Sant’Onofrio.
Tra i condannati figurano invece diversi esponenti ritenuti ai vertici delle strutture ’ndranghetiste del territorio, tra cui Luigi Mancuso e altri referenti delle locali di Zungri e Mileto.
Le accuse contestate dalla DDA di Catanzaro
L’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha contestato agli imputati, a vario titolo, reati che vanno dall’associazione mafiosa a estorsioni e usura, passando per danneggiamenti, intestazioni fittizie di beni e società, fino al traffico di droga e armi.
Secondo l’impianto accusatorio, le varie ‘ndrine avrebbero operato stabilmente sul territorio vibonese.





