"NIdiL CGIL Calabria e CGIL Calabria esprimono una netta critica nei confronti della decisione della Giunta regionale di disporre la prosecuzione dei Tirocini di inclusione sociale fino al 31 dicembre 2026 per gli enti locali soggetti all’autorizzazione della Cosfel. Un provvedimento che, per come è stato annunciato, rischia di produrre nuove ingiustizie e l’ennesimo rinvio di una vertenza che avrebbe dovuto chiudersi con le stabilizzazioni, non con ulteriori mesi di tirocinio". Lo dichiarano in una nota i sindacati NIdiL CGIL Calabria e CGIL Calabria.
Le criticità
"La proroga generalizzata - proseguono le sigle sindacali - mette insieme situazioni profondamente diverse. Ci sono enti che attendono da mesi, in alcuni casi da quasi un anno, il parere della Cosfel, pur in presenza di pareri negativi dei revisori. Per queste realtà non è credibile raccontare ai lavoratori che basterà arrivare al 31 dicembre per ottenere automaticamente un esito positivo. Per questo chiediamo alla Regione Calabria, all’assessore Calabrese, al ministero dell’Interno e alla Sottosegretaria Wanda Ferro, che presiede la Cosfel, di assumersi ciascuno le proprie responsabilità e di dare risposte certe. Non si possono tenere lavoratrici e lavoratori appesi a procedure che rischiano concretamente di non concludersi positivamente".
Secondo i sindacati, inoltre, ancora più grave è il caso degli enti che hanno già ottenuto il parere positivo della Cosfel, hanno pubblicato graduatorie definitive anche da mesi essendo nelle condizioni di procedere con le prove di idoneità e con le assunzioni. "Per questi enti - affermano - la proroga non può diventare un alibi per rinviare tutto e continuare a utilizzare i tirocinanti per altri sei mesi senza contratto di lavoro. La Regione e l’assessore Calabrese devono assumersi la responsabilità politica di questa scelta. Negli incontri precedenti era stato garantito che non ci sarebbero state ulteriori proroghe. Oggi, invece, si sceglie di prorogare ancora, con il rischio che chi poteva essere stabilizzato subito resti tirocinante fino a dicembre".
Le accuse alla Regione Calabria
"Con questa scelta viene smentita nei fatti la promessa del presidente Occhiuto di chiudere definitivamente il bacino del precariato entro il 2026. Se questi lavoratori non saranno stabilizzati dagli enti utilizzatori entro dicembre, la Regione avrà prodotto nuovi esclusi: persone trattenute per altri sei mesi in tirocinio, senza contratto, e poi lasciate nuovamente senza una soluzione certa", spiegano i sindacati.
"La Regione Calabria cambi rotta immediatamente. - concludono - Gli enti che possono assumere procedano subito. Gli enti che hanno già graduatorie definitive e pareri positivi non utilizzino la proroga come pretesto per rinviare. Per tutti gli altri si costruisca una soluzione vera, finanziata e trasparente. NIdiL CGIL Calabria e CGIL Calabria continueranno a vigilare e, se non arriveranno risposte concrete, metteranno in campo tutte le iniziative necessarie a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori TIS".
