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Naufragio di Cutro, D'Agostino: "Guardia di Finanza non era in mare"

La testimonianza dell'ex responsabile dell'Imrcc al processo sui presunti ritardi nei soccorsi: "Frontex segnalò il caicco perché diretto verso la costa"

Naufragio di Cutro, D'Agostino: "Guardia di Finanza non era in mare"

Prosegue davanti al Tribunale di Crotone il processo sui presunti ritardi nei soccorsi al caicco Summer Love, naufragato davanti alle coste di Cutro il 26 febbraio 2023. In aula ha testimoniato il capitano di fregata Gianluca D'Agostino, all'epoca responsabile dell'Italian Maritime Rescue Coordination Center (Imrcc), chiamato a rispondere alle domande nel corso del controesame.


"La motovedetta della Finanza era rientrata in porto"

Nel corso della deposizione, D'Agostino ha dichiarato di aver appreso soltanto dopo il naufragio che l'unità navale della Guardia di Finanza impegnata nelle operazioni non si trovava più in mare. «Durante una riunione al Ministero dell'Interno ho saputo che la motovedetta era rientrata nel porto di Crotone, lontano dall'area nella quale ritenevamo si trovasse», ha riferito.


Le segnalazioni di Frontex

L'ufficiale ha spiegato che, nella notte della tragedia, l'aereo di Frontex aveva individuato numerose imbarcazioni, ma aveva trasmesso la segnalazione soltanto del caicco perché diretto verso la costa italiana. Tra gli elementi raccolti figuravano anche una telefonata intercettata verso la Turchia e la presenza di persone sotto coperta.


Il confronto sulla presenza di migranti

Durante il controesame, D'Agostino ha ribadito di aver condiviso la valutazione dell'International Coordination Centre, secondo cui non vi erano elementi sufficienti per classificare l'imbarcazione come un caso di ricerca e soccorso (Sar). L'ex capo dell'Imrcc ha inoltre contestato alcune dichiarazioni rese dal direttore di Frontex, Hans Leijtens, sostenendo che le informazioni disponibili all'epoca non consentivano di affermare con certezza che il caicco trasportasse un elevato numero di migranti.


Il processo prosegue

L'udienza rientra nel procedimento che punta a chiarire eventuali responsabilità nella gestione delle operazioni precedenti al naufragio di Cutro, una delle più gravi tragedie dell'immigrazione avvenute sulle coste italiane, costata la vita ad almeno 94 persone.