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Caldo, Arpacal: «Giugno in Calabria sopra media»

La Calabria, almeno fino a pochi giorni fa, è rimasta ai margini della grande ondata di calore che ha interessato gran parte dell'Europa e il Nord Italia. Ma con lo spostamento della cosiddetta "cupola di calore" le temperature sono aumentate sensibilmente anche nella nostra regione. I dati elaborati da ARPACAL confermano un mese di giugno più caldo della norma, anche se meno estremo rispetto agli ultimi due anni.

La Calabria ha evitato, almeno nella prima fase dell'ondata di calore, gli effetti più intensi registrati nel resto d'Italia. Lo evidenzia l'analisi dei dati meteorologici del Centro Funzionale Multirischi di ARPACAL, secondo cui la regione è rimasta ai margini dell'anticiclone che per settimane ha interessato l'Europa centro-occidentale e il Nord del Paese.


Uno scenario che ha limitato l'impatto delle temperature estreme sul territorio calabrese. La situazione è però cambiata nel corso dell'ultimo fine settimana, quando lo spostamento verso est della cosiddetta "cupola di calore" ha favorito un deciso aumento delle temperature anche in Calabria, soprattutto nelle aree interne delle province di Cosenza e Crotone, dove si sono registrati i valori più elevati.


Il bilancio climatologico del mese di giugno conferma comunque un anno più caldo della media. Rispetto al periodo di riferimento 1991-2020, la temperatura media regionale è risultata superiore di un grado e settantanove centesimi. Un'anomalia significativa che conferma il trend di riscaldamento degli ultimi anni, pur rimanendo inferiore a quella registrata nel 2024 e nel 2025, quando gli scarti dalla media climatica avevano superato i due gradi.


Le elaborazioni di ARPACAL mostrano inoltre come il caldo non abbia interessato il territorio in modo uniforme. Le anomalie più marcate si sono registrate nelle aree interne, mentre le zone costiere hanno risentito in misura minore dell'ondata di calore, a conferma dell'influenza esercitata dalla conformazione geografica e dalla circolazione atmosferica.


Per ARPACAL, il monitoraggio costante delle condizioni meteorologiche e climatiche è fondamentale non solo per seguire l'evoluzione degli eventi estremi, ma anche per supportare le attività di prevenzione e protezione civile e valutare, attraverso le serie storiche, gli effetti del cambiamento climatico.