Offrire un rifugio sicuro a chi decide di sottrarsi alla violenza domestica. È questo l'obiettivo del progetto "La Stanza Sospesa", l'iniziativa presentata a Vibo Valentia attraverso un protocollo d'intesa sottoscritto dalla Questura insieme a Federalberghi Confcommercio Vibo Valentia e Confindustria Vibo Valentia. Il progetto nasce per assicurare una risposta immediata alle persone che, dopo aver denunciato episodi di violenza, non possono fare ritorno nella propria abitazione.
Accoglienza immediata nelle strutture alberghiere
Grazie all'accordo, gli alberghi che aderiranno all'iniziativa metteranno a disposizione camere gratuite per ospitare temporaneamente donne e minori in condizioni di pericolo. La permanenza, prevista fino a due giorni, consentirà alle forze dell'ordine di garantire una sistemazione protetta nell'attesa dell'inserimento delle vittime nelle case rifugio o nei centri antiviolenza.
Un'alleanza tra istituzioni e mondo produttivo
Il protocollo rappresenta un modello di collaborazione tra enti pubblici e realtà economiche del territorio. L'iniziativa coinvolge infatti il comparto ricettivo locale, che contribuirà concretamente al sistema di protezione delle vittime, affiancando l'attività delle istituzioni impegnate nel contrasto alla violenza di genere.
Alla presentazione anche il sottosegretario Wanda Ferro
Alla firma dell'intesa erano presenti il sottosegretario al Ministero dell'Interno Wanda Ferro, il vicario del prefetto di Vibo Valentia e una delegazione di funzionari e personale della Questura, a testimonianza dell'importanza attribuita al progetto.
"Una risposta concreta per chi trova il coraggio di denunciare"
Nel suo intervento, Wanda Ferro ha definito "La Stanza Sospesa" un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni, forze di polizia, imprese e associazioni. Garantire un luogo sicuro nelle ore immediatamente successive alla denuncia, ha evidenziato il sottosegretario, significa sostenere le vittime nel momento di maggiore fragilità e accompagnarle verso un percorso di protezione e autonomia. Un segnale, ha concluso, di una comunità che sceglie di reagire unita contro ogni forma di violenza.
