Il rimpatrio delle salme dei quattro migranti uccisi bruciati vivi ad Amendolara sarà gestito dalla Protezione civile calabrese. E' quanto deciso nell'ultima seduta la giunta regionale della Calabria che ha affidato al dipartimento regionale il "coordinamento logistico, l'assistenza ai familiari e l'organizzazione operativa di tutte le attività amministrative e di trasporto necessarie al completamento delle procedure di rimpatrio transfrontaliero delle salme". Secondo la Regione Calabria, l'attività è di "estrema complessità amministrativa e logistica" dal momento che "le operazioni di rimpatrio transfrontaliero dei feretri richiedono un costante e tempestivo raccordo con le autorità nazionali e internazionali competenti".
Le ultime procedure
La Regione si farà carico delle spese. A tal riguardo, il Consiglio regionale ha già provveduto ad una variazione d'urgenza del bilancio di previsione con la creazione di un apposito capitolo di spesa del valore di 100mila euro. Peraltro, sono in corso le procedure amministrative volte all'individuazione di un operatore economico per la gestione del servizio. Atteso il via libera da parte della Procura di Castrovillari che sta indagando sulla morte dei quattro braccianti. Nello specifico si attende l'esito dell'esame del dna, utile ad identificare ufficialmente le vittime. Le salme verranno imbarcate su un aereo cargo per far rientro nei paesi di origine. Tre saranno rimpatriate in Afghanistan e una in Pakistan. Al momento i feretri sono all'obitorio cimiteriale di Amendolara.
