Il valore del telecomando. Perché il canale 10 conta ancora nell'era digitale
La recente decisione de Il Sole 24 Ore di trasferire il proprio canale televisivo dal numero 246 al più strategico 63 del Digitale Terrestre rappresenta un segnale molto chiaro per tutto il settore dell'editoria e della comunicazione. Se davvero il futuro fosse esclusivamente sul web, nessun grande gruppo editoriale investirebbe risorse per conquistare una posizione migliore sul telecomando degli italiani. Eppure, accade esattamente il contrario. L'operazione del Sole 24 Ore dimostra che il Digitale Terrestre continua ad essere un asset strategico per l'informazione, per la pubblicità e per la costruzione della credibilità di un marchio editoriale.
Il telecomando conta ancora
Da anni si racconta che internet avrebbe sostituito completamente la televisione. La realtà è diversa. La televisione è cambiata, si è evoluta, è diventata digitale, interattiva, connessa, ma continua a mantenere un vantaggio fondamentale: la facilità di accesso. Accendere il televisore e trovare immediatamente un canale riconoscibile rappresenta ancora oggi uno dei comportamenti più diffusi nelle famiglie italiane. Per questo motivo i numeri LCN, le posizioni sul telecomando, conservano un enorme valore economico e strategico. Chi occupa una posizione forte viene trovato più facilmente, genera maggiore ascolto e consolida il proprio rapporto con il pubblico.
Per le televisioni locali il valore è ancora maggiore
Se il DTT è importante per i grandi editori nazionali, per le televisioni locali è semplicemente fondamentale. Le emittenti territoriali svolgono una funzione che nessun social network e nessuna piattaforma globale possono garantire: raccontare il territorio. Cronaca, politica locale, economia, cultura, sport, eventi, tradizioni, problemi e opportunità delle comunità trovano spazio quotidianamente nelle televisioni regionali grazie a redazioni composte da professionisti che verificano le informazioni prima della pubblicazione. In un'epoca caratterizzata dalla diffusione incontrollata di contenuti online, la televisione continua a rappresentare uno dei luoghi più affidabili dell'informazione. Le fake news prosperano sul web perché chiunque può pubblicare qualsiasi contenuto in pochi secondi. Una redazione televisiva, invece, è soggetta a regole, responsabilità editoriali, controlli e verifiche che rendono molto più difficile la diffusione di notizie false o non confermate.
La TV non è più quella di quaranta anni fa
L'errore più frequente è immaginare la televisione come un mezzo tradizionale contrapposto al digitale. Oggi la televisione è completamente digitale. Chi guarda un'emittente locale può scegliere di seguire il programma in diretta sul Digitale Terrestre, in streaming sul computer, sullo smartphone, sul tablet o attraverso le Smart TV connesse. Può rivedere i contenuti on demand quando preferisce. Può accedere ai servizi HbbTV, consultare approfondimenti e interagire con i contenuti. In altre parole, la televisione moderna è già una piattaforma multicanale. Una sola produzione editoriale può essere distribuita contemporaneamente sul canale televisivo, sul web, sulle app, sui social e sulle piattaforme on demand.
Anche la pubblicità è diventata digitale e misurabile
Un altro luogo comune riguarda la pubblicità. Molti investitori ritengono che soltanto il web sia in grado di fornire dati e misurazioni precise. Non è più così. Le moderne piattaforme televisive consentono di tracciare visualizzazioni, impressioni e interazioni attraverso banner, servizi HbbTV, contenuti on demand e spot inseriti prima o durante la visione dei programmi digitali. L'inserzionista può quindi ottenere dati certificati e verificabili, beneficiando però di un vantaggio che il web spesso non offre: un contesto editoriale controllato e affidabile. Sul web una campagna pubblicitaria compete con milioni di contenuti provenienti da tutto il mondo. In televisione, soprattutto nelle emittenti locali, il messaggio viene inserito all'interno di un ambiente editoriale riconosciuto e seguito da una comunità ben definita.
La forza della prossimità
Le aziende non hanno bisogno soltanto di visibilità. Hanno bisogno di raggiungere le persone giuste. Una televisione locale parla ogni giorno a cittadini, famiglie, imprenditori, professionisti e consumatori che vivono nello stesso territorio dell'inserzionista. È una comunicazione di prossimità che nessuna piattaforma globale può replicare con la stessa efficacia. Chi investe in una televisione locale investe in una comunità reale, non in un pubblico indistinto disperso nel mondo.
Il futuro è nella convergenza
La sfida non è scegliere tra televisione e web. La sfida è integrare i due mondi. Le emittenti più innovative stanno costruendo ecosistemi nei quali Digitale Terrestre, streaming, social network, siti web, HbbTV e video on demand convivono e si rafforzano reciprocamente. La televisione del futuro non è meno televisione. È più televisione. Più digitale, più accessibile, più interattiva e più presente su tutte le piattaforme. E proprio per questo il valore di un canale forte sul telecomando continua a crescere. Se grandi gruppi editoriali nazionali continuano a investire per conquistare una migliore posizione sul Digitale Terrestre, significa che il mercato ha già dato la sua risposta.
Il DTT non è il passato dell'informazione. È una parte essenziale del suo futuro.
Video Calabria occupa il canale 10 del Digitale Terrestre in Calabria, la prima posizione disponibile dopo le nove reti nazionali. Un riconoscimento assegnato dal Ministero dello Sviluppo Economico, oggi Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in base a requisiti di storicità, ascolti, struttura editoriale e presenza sul territorio. Oggi il canale 10 non è soltanto un tasto del telecomando: è una piattaforma digitale che unisce diretta TV, streaming live, HbbTV, contenuti on demand e informazione online, offrendo ai cittadini e agli investitori pubblicitari un ecosistema locale autorevole, verificato e misurabile.
