Si allungano i tempi per l'uscita della sanità calabrese dal commissariamento. La Corte dei conti ha infatti sospeso l'esame dell'atto con cui il Governo, il 22 aprile scorso, aveva avviato formalmente il percorso destinato a chiudere una gestione straordinaria che dura da oltre quindici anni.
Il commissariamento della sanità regionale era stato disposto nel luglio 2010 per affrontare il pesante disavanzo finanziario e le numerose criticità organizzative del sistema sanitario calabrese. Da allora il percorso di risanamento è proseguito attraverso una serie di interventi finalizzati al riequilibrio dei conti e al miglioramento dei servizi.
La decisione della Corte dei conti non rappresenta una bocciatura del lavoro svolto finora. I magistrati contabili, infatti, riconoscono i progressi compiuti dalla Regione Calabria sia sul piano finanziario sia su quello organizzativo, evidenziando i risultati ottenuti nel processo di risanamento del sistema sanitario regionale.
Tuttavia, secondo la Corte, permangono ancora alcuni aspetti che richiedono ulteriori verifiche prima di poter dichiarare conclusa la gestione commissariale. In particolare, il Piano di rientro non risulterebbe ancora completamente attuato e sarebbero necessari ulteriori passaggi formali e sostanziali per certificare il superamento definitivo del commissariamento.
Tra le criticità segnalate figurano alcune posizioni debitorie ancora da definire, ritardi nei pagamenti e livelli essenziali di assistenza (Lea) che non sarebbero garantiti in modo uniforme sull'intero territorio regionale. Osservazioni riguardano inoltre la completezza dei dati contabili più recenti e la solidità delle motivazioni che hanno portato all'avvio del percorso di uscita dal commissariamento.
Per queste ragioni, la Corte dei conti ha chiesto al Governo chiarimenti e approfondimenti aggiuntivi. L'esecutivo avrà ora trenta giorni di tempo per presentare le proprie controdeduzioni e fornire la documentazione richiesta.
Fino a quel momento resterà sospeso il controllo preventivo sull'atto e, di conseguenza, anche l'iter che dovrebbe condurre la sanità calabrese fuori dal commissariamento. Il percorso verso il ritorno alla gestione ordinaria resta dunque aperto, ma richiederà ancora ulteriori passaggi prima di arrivare alla conclusione definitiva.