La Regione Calabria ha attivato ufficialmente il 'Buono servizio per il contrasto alla povertà', misura che mette a disposizione oltre 9,5 milioni di euro per supportare le famiglie in condizione di fragilità economica nel sostenere i costi di accesso alle strutture e ai servizi socio-assistenziali residenziali e semiresidenziali, come case di riposo, comunità alloggio e centri diurni.
Il provvedimento
"Il provvedimento - spiega una nota della Regione - finanziato attraverso le risorse europee nell'ambito del Programma regionale Calabria Fesr Fse+ 2021-2027, entra nella sua fase operativa con l'impegno e il riparto della prima annualità 2026, pari a 6,5 milioni di euro, già suddivisi tra i 32 Ambiti territoriali sociali della Calabria sulla base di criteri oggettivi quali la popolazione residente, le prese in carico e i posti accreditati presenti sul territorio. Le restanti risorse, pari a oltre 3 milioni di euro, garantiranno la copertura della seconda annualità della misura per il 2027 attraverso un successivo provvedimento programmatico".
"Dietro i numeri di questo importante decreto - ha dichiarato l'assessora al Welfare e Inclusione sociale, Pasqualina Straface - ci sono le storie, i volti e le necessità quotidiane di tante famiglie calabresi che vivono momenti di difficoltà. Questo buono servizio è un atto di profonda equità sociale, pensato per garantire il diritto alla cura e all'assistenza dei nostri anziani, delle persone con disabilità e dei minori vulnerabili, senza che il costo delle rette diventi un peso insostenibile per i nuclei familiari".
Cos'è il buono servizio
Il Buono servizio consiste in un contributo pubblico, personale e non cedibile, erogato direttamente alla struttura accreditata, scelta dalla famiglia, a totale o parziale copertura della retta di frequenza, per una durata massima di 12 mensilità per il periodo compreso tra l'1 gennaio e il 31 dicembre 2026. Per accedere alla misura è richiesto un indicatore Isee del nucleo familiare non superiore a 25mila euro, unitamente a un Progetto individualizzato elaborato dai servizi sociali che attesti il reale bisogno assistenziale del beneficiario, identificato in anziani autosufficienti o parzialmente non autosufficienti in condizione di fragilità, minori vulnerabili o persone con disabilità certificata.
L'iter burocratico
A seguito dell'approvazione del decreto, la Regione Calabria procederà alla sottoscrizione degli accordi di collaborazione con ciascuno dei 32 Ambiti territoriali sociali. Saranno poi gli stessi Ambiti a pubblicare nei giorni successivi i rispettivi avvisi pubblici rivolti ai cittadini, gestendo la raccolta delle domande, la formulazione delle graduatorie, che premieranno prioritariamente l'Isee più basso e i carichi familiari, e l'erogazione dei contributi alle strutture, rendendo la misura pienamente operativa sul territorio.
I 6,5 milioni di euro della prima annualità sono distribuiti tra le diverse realtà locali: a titolo di esempio, tra i capoluoghi di provincia, all'Ats di Reggio Calabria sono destinati 641.510 euro, a Cosenza 608.021 euro, a Catanzaro 600.059 euro, a Crotone 208.673 euro e a Vibo Valentia 184.958 euro. Il riparto completo per tutti i 32 Ambiti territoriali e la documentazione integrale del decreto sono consultabili sul portale istituzionale della Regione Calabria.
