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Salvini difende il Ponte sullo Stretto: “Inchieste preventive”

Il ministro delle Infrastrutture critica la “presunzione di colpevolezza” sulle grandi opere e attacca burocrazia e giustizia politicizzata

Salvini difende il Ponte sullo Stretto: “Inchieste preventive”

Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini torna a difendere il progetto del Ponte sullo Stretto e punta il dito contro quello che definisce un clima di sospetto preventivo nei confronti delle grandi opere pubbliche e del settore delle costruzioni.


Salvini attacca la “presunzione di colpevolezza”

Nel corso di un videomessaggio inviato per l’80esimo anniversario di Ance, il leader della Lega ha sostenuto che in Italia esista una parte del Paese che considera automaticamente sospette le attività legate all’edilizia, agli appalti e alla politica.

Secondo Salvini, chi opera nel settore delle costruzioni o ricopre incarichi pubblici viene spesso giudicato colpevole ancora prima di eventuali accertamenti.


Il riferimento alle indagini sulle opere pubbliche

Il ministro ha richiamato le numerose inchieste aperte in Italia su urbanistica, edilizia e grandi infrastrutture, citando anche le Olimpiadi e i procedimenti avviati attorno ad alcune opere pubbliche.

Nel suo intervento, Salvini ha parlato di indagini “preventive” anche in relazione al Ponte sullo Stretto, sostenendo che per alcuni qualsiasi grande progetto nasconda necessariamente irregolarità o interessi illeciti.


“Così il Paese rischia di fermarsi”

Per il vicepremier, il combinarsi di eccessiva burocrazia, sospetti continui e di una parte della magistratura “politicizzata” rischia di rallentare lo sviluppo del Paese e bloccare investimenti e cantieri strategici.

Il ministro ha quindi ribadito la necessità di superare quella che considera una cultura dell’ostacolo verso le infrastrutture e le opere pubbliche.