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Tragedia Amendolara, Osservatorio: "Il lavoro deve essere dignità"

Il direttore Belmonte: "Non tollereremo più queste drammatiche situazioni"

Tragedia Amendolara, Osservatorio: "Il lavoro deve essere dignità"

"La tragedia della Statale Jonica 106 non è un incidente isolato, ma la manifestazione più feroce e criminale di un sistema di caporalato strutturale che flagella i distretti agricoli calabresi (dalla Sibaritide alla Piana di Rosarno) e l'intero Paese, trasformando il lavoro in una forma contemporanea di schiavitù. Un inferno fatto di giornate interminabili, salari da fame (4 o 5 euro l'ora), alloggi degradati e il ricatto costante della perdita dei documenti o del Cpr". E' quanto dichiara l'Osservatorio regionale sulle Nuove povertà della Calabria.


Le criticità secondo l'Osservatorio

“Chiedo con forza - ha affermato il direttore dell'Osservatorio Belmonte - che in Calabria non ci sia più spazio per il caporalato, non ci siano più ricatti legati al bisogno di lavorare, non ci sia più la vergogna della mancanza di retribuzione. Il lavoro deve essere dignità, non schiavitù. Dev'essere vita, non morte. Non tollereremo più queste drammatiche situazioni. Mai più stragi".

L'Osservatorio sottolinea come l'attuale modello ispettivo e sanzionatorio italiano "sia drammaticamente fallimentare poiché esclusivamente reattivo. Come già accaduto per i casi di Faton Schiavon in Veneto e di Satnam Singh nel Lazio nel 2024, lo Stato tende a rispondere con annunci di 'ispezioni straordinarie' e tavoli tecnici che si sgonfiano non appena cala l'attenzione mediatica".

Secondo l’Osservatore, sono tre le grandi piaghe del sistema: la carenza cronica di organico dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL); la frammentazione dei controlli tra i troppi enti non coordinati; le sanzioni amministrative irrisorie, che rendono il lavoro grigio e l'irregolarità un 'rischio calcolato "economicamente vantaggioso per le aziende scorrette".