Vai al contenuto
PUBBLICITÀ

Nel Vibonese fermi gli screening mammografici da sei mesi

La denuncia parte dal consigliere regionale Ernesto Alecci. Presentata un'interrogazione per far luce sulla questione

Nel Vibonese fermi gli screening mammografici da sei mesi

“Mi sono recato, a seguito della segnalazione da parte di alcune associazioni del territorio, presso l’Ospedale di Vibo Valentia per fare chiarezza su una situazione a dir poco scandalosa: in tutta la provincia di Vibo da sei mesi sono fermi tutti gli screening mammografici”. È la denuncia del consigliere regionale Ernesto Alecci il quale ha sollevato la problematica a seguito di un sopralluogo nel nosocomio vibonese.


Presentata un'interrogazione

“A constatare con me questa assurda situazione – prosegue Alecci - durante l’ispezione presso l’Ospedale anche Laura pugliese, Capogruppo Pd in Consiglio Comunale, Alessandra Grimaldi, Capogruppo Democratici e Progressisti in Consiglio Comunale e Teresa Esposito, Segretaria Provinciale Pd. Con loro abbiamo potuto toccare con mano lo spirito di abnegazione del primario del reparto e della sua squadra che, sebbene sottodimensionati a livello di personale, ogni giorno danno il massimo per garantire tutte le prestazioni sanitarie possibili”.

Motivo per cui, come Gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, gli esponenti hanno presentato un’interrogazione per capire quali siano le cause specifiche che hanno determinato la sospensione degli screening mammografici, le responsabilità organizzative e gestionali siano state accertate in relazione a tale disservizio e le misure urgenti da adottare per garantire la ripresa immediata e continuativa.


Il consigliere regionale: "Diritto calpestato"

“Inoltre – conclude Alecci - abbiamo chiesto quali azioni siano previste per il recupero delle prestazioni non erogate e per la presa in carico delle utenti rimaste escluse dai programmi di prevenzione e se siano previsti interventi strutturali per il potenziamento dei servizi sanitari territoriali, con particolare riferimento alla prevenzione oncologica e alla salute della donna. Non possiamo accettare che, ancora una volta, il diritto alla salute delle calabresi e dei calabresi venga così brutalmente calpestato. Il Presidente Occhiuto dovrebbe uscire dal fantastico mondo che vuole dipingere per i calabresi e scendere tra le persone per comprendere quali sono i reali disagi che ogni giorno essi vivono”.