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Strage di Cutro: la Cp 321 esce senza limiti di mare

Le dichiarazioni nell'11° udienza del processo sui mancati soccorsi alla Summer Love

“Con la Cp 321 usciamo senza limiti di mare”. Si è giocata ancora una volta sulle ragioni per cui non è stato dichiarato l'evento Sar di ricerca e soccorso la prima parte dell'11° udienza del processo sui mancati soccorsi alla Summer Love, il caicco che all'alba del 26 febbraio 2023 si infranse su una secca alla foce del fiume Tacina, provocando la morte di 94 persone.


L'uscita a naufragio avvenuto


Il comandante della Cp 321, Enzo Le Rose, ha detto chiaramente che l'imbarcazione in dotazione alla Capitaneria di Porto sarebbe stata ampiamente in grado di affrontare le condizioni meteomarine di quella notte, in cui il mare era tra forza 3 e 4. A differenza di quanto accaduto ai mezzi della Guardia di Finanza, che proprio per le condizioni meteomarine hanno dovuto fare rientro in porto senza riuscire a raggiungere l'imbarcazione, che pure era stata avvistata e segnalata molte ore prima del naufragio. “Per arrivare sul posto abbiamo impiegato poco più di un'ora e mezza”, ha spiegato. Peccato che siano partiti solo a naufragio avvenuto, perché l'evento Sar non è mai stato dichiarato, e siano arrivati sul posto in tempo per salvare solo due naufraghi, e recuperare il cadavere del bimbo che i due tenevano disperatamente a galla.


Chi poteva dichiarare il Sar?


Un'udienza a tratti molto tesa quella cui si è assistito, specie in concomitanza con la deposizione di Giovanni Paolo Arcangeli, all'epoca Capo Servizio operativo presso la Capitaneria di Porto di Crotone. Ripetuti tentativi di aggirare le domande hanno innervosito l'aula, soprattutto quando si cercava di capire chi avrebbe potuto trasformare l'intervento di Polizia in un evento di ricerca e soccorso che avrebbe evitato la strage, e perché non l'abbia fatto. “Se dalla Guardia di Finanza ci avessero chiesto aiuto saremmo intervenuti – ha detto – Ma in alternativa per me non c'erano i presupposti perché l'evento fosse dichiarato Sar”. Alla domanda sulla base di quali informazioni l'ufficiale si fosse fatto quella convinzione, dopo lunghi giri ed un animatissimo dibattito tra i legali difensori e quelli di parte civile, Arcangeli ha risposto “sulla base delle informazioni fornite dalla sala operativa della Capitaneria di porto e desunte dalla chat del Comando generale”.

All'udienza erano presenti i rappresentanti di alcune organizzazioni non governative ammesse come parti civili nel processo; e c'era anche Valeria Solarino, attrice e testimonial di Amnesty international, in città per prendere parte ad un incontro su accoglienza e diritti umani.