Saranno ascoltati questa mattina dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Castrovillari Safeer Ahmed e Ali Raza, entrambi 31 anni e di origine pakistana, fermati nell’ambito dell’inchiesta sul rogo avvenuto ad Amendolara in cui hanno perso la vita quattro braccianti.
Le vittime, tre cittadini afghani e un lavoratore pakistano, sono morte carbonizzate all’interno di un furgone incendiato nei giorni scorsi.
Davanti al pm si sono avvalsi del silenzio
Nel corso dell’interrogatorio con la pm Roberta Bello, i due indagati hanno scelto di non rispondere alle domande. Ora sarà il gip a provare a ricostruire la loro posizione e a chiarire eventuali responsabilità nella dinamica dei fatti e nel contesto del quadruplice omicidio.
Inchiesta concentrata sulla ricostruzione del movente
Con i fermi dei presunti responsabili considerati un passaggio chiave, la Procura di Castrovillari, che coordina le indagini della Squadra mobile di Cosenza, sta ora lavorando per definire il movente dell’eccidio.
Gli investigatori puntano anche a ricostruire con precisione il contesto in cui è maturata la vicenda, verificando i rapporti tra le vittime e i due indagati.
Accertamenti sui rapporti di lavoro nelle campagne
Le verifiche si stanno concentrando sulle attività svolte dai braccianti nelle aziende agricole dell’area di Scanzano, nel Potentino, dove nelle settimane precedenti erano impiegati nella raccolta delle fragole.
Gli inquirenti vogliono stabilire se i rapporti lavorativi fossero regolari oppure mediati da intermediari, e se il reclutamento dei lavoratori avvenisse attraverso canali organizzati.
Ipotesi caporalato e posizione dei fermati
Un altro fronte dell’indagine riguarda il possibile ruolo dei due fermati all’interno di un sistema di intermediazione illecita del lavoro.
Gli investigatori stanno cercando di capire se i due agissero come caporali o se fossero essi stessi lavoratori impiegati nei campi che, grazie a una maggiore permanenza in Italia e alla disponibilità di un veicolo, avrebbero gestito anche il trasporto di altri braccianti.
Il mezzo su cui viaggiavano le vittime, e che poi è stato avvolto dalle fiamme, risulterebbe intestato a uno degli indagati, elemento considerato rilevante per la ricostruzione dei fatti.
