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Caulonia, chiusa la guardia medica: il Comune attacca l’Asp

L’amministrazione parla di “grave disservizio” e chiede soluzioni immediate per garantire la continuità dell’assistenza sanitaria

Caulonia, chiusa la guardia medica: il Comune attacca l’Asp

A Caulonia cresce la tensione dopo la comunicazione dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria – Distretto della Locride, che ha disposto la sospensione temporanea della postazione di continuità assistenziale (guardia medica) in diverse giornate del mese di giugno 2026.


Le giornate interessate dalla sospensione del servizio

Secondo quanto comunicato dall’Asp, il presidio di guardia medica non sarà operativo in alcune fasce orarie comprese tra il 1 e l’8 giugno 2026. Le interruzioni riguarderanno in particolare quattro giornate, con chiusure che coprono gran parte della giornata, tra mattina e sera.

Alla base della decisione c’è la difficoltà nel reperire medici disponibili a coprire i turni con incarichi a tempo determinato, una criticità che l’Azienda attribuisce alla carenza di personale.


La posizione del Comune: “Situazione non accettabile”

L’Amministrazione comunale di Caulonia, guidata dal sindaco Francesco Cagliuso, definisce la scelta un problema serio per il territorio. Pur riconoscendo le difficoltà organizzative dell’Asp, il Comune ritiene inaccettabile che il disservizio ricada direttamente sui cittadini.

Il territorio cauloniese è vasto, con numerose frazioni distanti tra loro e una popolazione composta anche da anziani e soggetti fragili. L’ospedale più vicino si trova a Locri, a diversi chilometri di distanza, con tempi di percorrenza significativi soprattutto in caso di urgenze.


Il richiamo al diritto alla salute sancito dalla Costituzione

Il vicesindaco Giovanni Maiolo richiama il principio costituzionale della tutela della salute, sottolineando come la guardia medica rappresenti un servizio essenziale che non può essere sospeso.

Secondo l’Amministrazione, ogni interruzione del presidio equivale a una riduzione concreta del diritto dei cittadini all’assistenza sanitaria, soprattutto in un’area con caratteristiche geografiche complesse.


La richiesta ufficiale all’Asp e le possibili alternative

Il Comune chiede all’Asp di individuare soluzioni immediate per evitare la chiusura del servizio, attraverso strumenti come la riorganizzazione del personale, accordi con medici disponibili o altre modalità operative.

Viene inoltre sollecitata la garanzia della copertura nelle giornate indicate e l’apertura di un confronto istituzionale per trovare soluzioni strutturali che impediscano il ripetersi del problema.


La posizione del Comune non arretra

L’Amministrazione comunale ribadisce infine la volontà di difendere il diritto alla salute dei cittadini e annuncia che valuterà ogni iniziativa utile per tutelare il territorio e garantire l’accesso ai servizi sanitari essenziali.