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Casa della Comunità, Bruno: "Investire sulla medicina territoriale"

Il consigliere regionale all'inaugurazione della struttura a Squillace: "Un nuovo modo di pensare la sanità"

Casa della Comunità, Bruno: "Investire sulla medicina territoriale"

“L’apertura della Casa della Comunità di Squillace non rappresenta soltanto l’inaugurazione di una nuova struttura sanitaria. È il segnale concreto di un nuovo modo di pensare e organizzare la sanità, fondato sulla prossimità, sulla presa in carico territoriale e sull’integrazione con la rete ospedaliera”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale e capogruppo di Tridico Presidente, Enzo Bruno, che oggi ha preso parte all’inaugurazione della Casa della Comunità di Squillace.


Un segnale di novità

“Con l’apertura della prima Casa della Comunità in Calabria – ha sottolineato - viene lanciato un messaggio importante a tutta la regione: la sanità non può continuare a essere esclusivamente ospedalocentrica. Dopo la lezione del Covid abbiamo compreso quanto sia fondamentale investire sulla medicina territoriale e sui servizi di prossimità. Oggi da Squillace parte un segnale di novità che indica la strada da seguire”.

Bruno ha evidenziato altresì come il rafforzamento della rete territoriale rappresenti anche uno strumento fondamentale per migliorare la sostenibilità del sistema sanitario.

“Curare sul territorio – ha aggiunto - le patologie che non necessitano dell’ospedale significa garantire risposte più rapide ai cittadini, alleggerire la pressione sui pronto soccorso e sui reparti ospedalieri e, allo stesso tempo, contenere i costi di gestione della sanità. È una scelta di efficienza, ma soprattutto una scelta di qualità dell’assistenza”.


La sinergia tra istituzioni e amministrazioni

Un risultato raggiunto frutto di un lavoro condiviso tra istituzioni e amministrazioni. Bruno ha poi rivolto un ringraziamento al generale Battistini, al direttore sanitario Gallucci, alla dottoressa Loprete, alla dottoressa Mercurio, oltre ai sindaci del territorio e a tutto il personale coinvolto.

“A loro – ha concluso - va il merito di aver creduto in questo progetto e di aver lavorato affinché diventasse realtà. Oggi si apre una fase nuova per la sanità calabrese. La sfida è far funzionare pienamente questa struttura e dimostrare che il modello dell’integrazione tra territorio e ospedale può diventare il pilastro di una sanità più moderna, più vicina ai cittadini e più capace di rispondere ai bisogni delle comunità”.