Il ricordo della strage di Capaci
In occasione della Giornata della legalità, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha ricordato le vittime della strage di Capaci, rendendo omaggio al giudice Giovanni Falcone, alla magistrata Francesca Morvillo e agli uomini della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, uccisi nell’attentato mafioso del 23 maggio 1992.
“Una ferita ancora aperta nel Paese”
Occhiuto ha sottolineato come il ricordo di quella tragedia resti ancora oggi profondamente impresso nella coscienza collettiva italiana. Una ferita che, secondo il governatore calabrese, continua a rappresentare un monito forte nella battaglia contro la criminalità organizzata.
La legalità come condizione per il futuro
Nel suo intervento, il presidente della Regione ha ribadito che il contrasto alle mafie e il rispetto delle regole non possono essere considerati principi astratti, ma elementi fondamentali per garantire libertà, crescita e prospettive alle comunità locali.
L’impegno quotidiano delle istituzioni
Occhiuto ha evidenziato come la cultura della legalità debba essere costruita ogni giorno attraverso il lavoro delle istituzioni, della scuola, della pubblica amministrazione e della società civile, richiamando la responsabilità collettiva nel difendere i valori democratici.
“Molto fatto, ma la sfida continua”
Il presidente della Regione e vicesegretario nazionale di Forza Italia ha infine ricordato i passi avanti compiuti grazie al sacrificio di magistrati, forze dell’ordine e servitori dello Stato, sottolineando però che resta ancora molto da fare per contrastare mafie e malaffare.
