Il diritto alla salute tra difficoltà quotidiane e carenze del sistema
Il diritto alla salute in Calabria, secondo la vicepresidente della Commissione Sanità Rosellina Madeo, rischia di indebolirsi quando si scontra con problemi concreti come ritardi nei soccorsi nelle aree interne e la necessità per molti cittadini di spostarsi fuori regione per ricevere cure adeguate.
Non si tratterebbe, sottolinea, di una percezione distorta, ma di situazioni reali che evidenziano le fragilità del sistema sanitario regionale.
Servizi sotto pressione e strutture non pienamente operative
Tra le criticità più evidenti rientrano le lunghe liste d’attesa e le difficoltà nel rendere pienamente funzionanti alcune nuove strutture ospedaliere.
A questo si aggiunge il depotenziamento di presidi già esistenti e la mancanza di personale medico in diversi reparti, elementi che aggravano la capacità di risposta del sistema sanitario.
Spesa sanitaria alta ma risultati ancora insufficienti
La Regione, pur sostenendo una spesa sanitaria rilevante, non riesce a tradurla in livelli di servizio adeguati.
Il punto critico non riguarda solo le risorse impiegate, ma soprattutto l’efficacia con cui vengono utilizzate e gli effetti concreti sui cittadini.
La dipendenza dai fondi statali per coprire i costi
La struttura finanziaria della sanità calabrese resta fortemente legata al sostegno dello Stato.
Secondo Madeo, infatti, la Regione riesce a coprire autonomamente solo circa il 10% dei costi complessivi del sistema sanitario, mentre il restante 90% è garantito da risorse nazionali.
Autonomia differenziata e squilibri territoriali
In questo contesto si inserisce il dibattito sull’autonomia differenziata, che per la vicepresidente rischia di accentuare le disuguaglianze già esistenti tra Nord e Sud.
Il riferimento è alle difficoltà strutturali della Calabria, che continua a occupare le posizioni più basse nella qualità dell’assistenza sanitaria.
Livelli essenziali di assistenza ancora insufficienti
Le valutazioni sui Livelli essenziali di assistenza confermano un quadro critico, con la Calabria tra le regioni con le performance peggiori a livello nazionale, secondo analisi come quelle della Fondazione Gimbe.
Un dato che evidenzia la distanza ancora significativa dagli standard minimi garantiti in altre aree del Paese.
Serve una riorganizzazione con ruoli chiari e controlli continui
Per affrontare queste criticità, viene indicata la necessità di una programmazione più chiara, con una definizione precisa delle responsabilità tra i diversi livelli del sistema.
Fondamentale, secondo Madeo, anche un monitoraggio costante che valuti non solo la spesa, ma anche l’impatto reale degli investimenti sulla qualità dei servizi sanitari.
Rafforzare il sistema prima di ogni riforma istituzionale
La conclusione è un invito alla prudenza sul percorso verso l’autonomia differenziata.
Prima di qualsiasi ulteriore passo, viene ribadito, è necessario consolidare il sistema sanitario regionale per garantire ai cittadini calabresi la possibilità concreta di curarsi nella propria terra.
