Giovani senza studio né lavoro in forte aumento
Nelle aree più vulnerabili della città metropolitana di Reggio Calabria quasi un giovane su tre tra i 15 e i 29 anni non studia e non lavora.
È uno dei dati più preoccupanti contenuti nel rapporto “I luoghi che contano” diffuso da Save the Children, che fotografa le condizioni sociali ed educative dei territori urbani più fragili. La percentuale dei cosiddetti Neet raggiunge il 30,4%, superando di oltre sette punti la media cittadina.
Oltre mille minori vivono in contesti di disagio
Secondo la ricerca, più di mille minori residenti nell’area metropolitana reggina vivono in quartieri caratterizzati da forte fragilità socioeconomica.
Si tratta del 4,4% della popolazione minorile del territorio, con situazioni familiari spesso segnate da difficoltà economiche e scarse opportunità sociali ed educative.
Povertà relativa per quasi una famiglia su due
Nelle zone considerate più problematiche, il 42,7% delle famiglie si trova in condizioni di povertà relativa.
Un quadro che, secondo l’organizzazione, contribuisce ad amplificare le disuguaglianze e limita concretamente le possibilità di crescita e formazione dei ragazzi.
Dispersione scolastica sopra la media comunale
I dati del report evidenziano anche una forte incidenza della dispersione scolastica.
Tra gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado il 12,5% ha abbandonato gli studi oppure ripetuto l’anno scolastico, un valore più che doppio rispetto alla media dell’intero Comune di Reggio Calabria.
Alto il rischio di dispersione implicita
Critica anche la situazione degli studenti dell’ultimo anno delle scuole medie.
Secondo l’indagine, il 21,9% degli alunni risulta a rischio di dispersione implicita, fenomeno che riguarda ragazzi presenti formalmente nel percorso scolastico ma con competenze insufficienti. Nel resto del Comune la media si ferma al 9,3%.
Save the Children chiede una strategia nazionale
Per la direttrice generale di Save the Children, Daniela Fatarella, servono interventi strutturali per contrastare la povertà educativa e ridurre gli ostacoli che limitano le opportunità dei minori.
Fatarella ha ribadito la necessità di una strategia nazionale di rigenerazione urbana capace di investire sulle nuove generazioni e rafforzare le comunità locali.
La proposta di presìdi educativi permanenti
Tra le proposte avanzate da Save the Children c’è la creazione di presìdi socio-educativi stabili nelle aree più fragili.
L’obiettivo è offrire ai ragazzi luoghi sicuri e accessibili durante tutto l’anno, con attività culturali, sportive e ricreative, oltre a servizi di supporto educativo, psicologico e sociale.
Qui è possibile leggere il rapporto completo di Save the Children
