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Maxi sequestro sul Tirreno cosentino, blitz della Finanza

Controlli rafforzati durante le festività: sequestrati circa 380 mila articoli non conformi e oltre 300 prodotti contraffatti tra giocattoli e abbigliamento

Maxi sequestro sul Tirreno cosentino, blitz della Finanza

Controlli intensificati durante le festività

In occasione delle festività del 25 aprile, del Primo maggio e della ricorrenza di San Francesco di Paola, il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza ha rafforzato i controlli economici sul territorio per contrastare la vendita di prodotti contraffatti e articoli privi dei requisiti di sicurezza previsti dalla normativa italiana ed europea. Le operazioni hanno interessato diversi centri del Tirreno cosentino, con verifiche mirate nei negozi e nei confronti di venditori ambulanti.


Sequestrati migliaia di prodotti irregolari

I finanzieri della Compagnia di Paola e delle Tenenze di Scalea, Cetraro e Amantea hanno sequestrato circa 380 mila articoli destinati alla vendita al pubblico. Tra questi bigiotteria, accessori per la persona e kit creativi con perline per bambini utilizzati per realizzare collane e braccialetti. Secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle, la merce era priva delle informazioni obbligatorie per i consumatori, come etichette in lingua italiana, indicazioni sull’importatore, provenienza e composizione dei prodotti, oppure riportava caratteristiche difformi rispetto a quelle dichiarate sulle confezioni. Per le violazioni al Codice del Consumo sono stati segnalati tre soggetti alle autorità competenti, con sanzioni amministrative superiori a 50 mila euro.


Scoperti anche prodotti con marchi falsi

Nel corso della stessa attività sono stati inoltre sequestrati penalmente oltre 300 articoli tra giocattoli e capi di abbigliamento con marchi contraffatti. Gli approfondimenti investigativi condotti dalla Guardia di Finanza hanno portato al deferimento di tre persone alla Procura della Repubblica di Paola.


Rischi per consumatori e concorrenza

Le Fiamme Gialle sottolineano come la commercializzazione di prodotti non conformi rappresenti un pericolo concreto soprattutto per i consumatori più piccoli, oltre a creare concorrenza sleale nei confronti degli operatori economici regolari.