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Omicidio Chindamo, sit-in sul luogo del rapimento

A dieci anni dalla sua scomparsa, si è svolto un incontro per commemorare l'imprenditrice uccisa dalla 'ndrangheta

Omicidio Chindamo, sit-in sul luogo del rapimento

Resta vivo il ricordo di Maria Chindamo, l’imprenditrice rapita ed uccisa dalla ‘ndrangheta. A dieci anni dalla sua scomparsa, la comunità ha voluto commemorarla a contrada Montalto, a Limbadi, con un sit-in dal titolo "Maria 10 anni dopo: Illuminiamo la sua voce, la verità e la giustizia”. La 44enne originaria di Laureana di Borrello (Reggio Calabria), fu aggredita e fatta sparire è diventata uno spazio di riflessione collettiva. Per omaggiare la sua memoria, è stata realizzata un’installazione artistica realizzata nell'ambito del progetto "Illuminiamo le terre di Maria", simbolo di un percorso condiviso di riscatto e consapevolezza.Costruire il cambiamento

Nel corso dell’evento, il giornalista Arcangelo Badolati ha ricordato i numerosi femminicidi legati alla mafia calabrese, evidenziando come molte donne siano state uccise per il tentativo di emanciparsi da un sistema violento. "La vittima di mafia - ha detto il fratello Vincenzo Chindamo - non è solo Maria, ma siamo tutti noi quando non riusciamo a vivere pienamente questa terra. Dobbiamo superare la paura e costruire il cambiamento che Maria sognava".La presenza delle istituzioniSulla stessa linea anche la presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo, definendo Maria Chindamo "una bandiera nazionale" e rimarcando come la sua storia rappresenti la possibilità di scegliere e opporsi alla criminalità. Presente la sottosegretaria all'Interno Wanda Ferro: "Lo Stato deve accompagnare fino in fondo questo percorso, rafforzando strumenti di prevenzione e repressione, soprattutto contro i femminicidi"."Chi voleva farla sparire - ha detto il legale della famiglia, Nicodemo Gentili - ha ottenuto l'effetto opposto. La risposta è culturale e collettiva: continuiamo su questa strada".