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Titolo di studio in Calabria: pesa ancora livello istruzione familiare

Titolo di studio in Calabria: pesa ancora livello istruzione familiare

In Calabria il titolo di studio continua a essere fortemente condizionato dal contesto familiare, limitando di fatto le possibilità di mobilità sociale. A metterlo in evidenza è l’Osservatorio regionale Nuove povertà, che ha analizzato dati Istat, studi Openpolis e proiezioni aggiornate al 2024.

Probabilità di laurea legata al livello dei genitori
I numeri mostrano un divario netto: tra i giovani di età compresa tra 25 e 34 anni, il 66,6% riesce a laurearsi se proviene da famiglie con almeno un genitore laureato. La percentuale scende drasticamente al 12,9% quando i genitori hanno al massimo la licenza media, segno di un sistema che fatica a garantire pari opportunità.

Istruzione e lavoro, un legame che non funziona
Nonostante l’aumento dei livelli di istruzione, il mercato del lavoro regionale non riesce ad assorbire adeguatamente i giovani qualificati. Nei principali capoluoghi calabresi, tra il 2019 e il 2022, la crescita dei laureati non ha prodotto effetti significativi sull’occupazione, con incrementi spesso inferiori al 2%.

Dati locali: più laureati ma poche opportunità
A Vibo Valentia si registra l’incremento più marcato dei titoli universitari, ma con un aumento dell’occupazione molto contenuto. Andamento simile a Catanzaro e Crotone, mentre Reggio Calabria e Cosenza mostrano una crescita dei laureati che non trova riscontro proporzionale nel numero di posti di lavoro disponibili.

Le cause: economia fragile e migrazione dei giovani
Secondo l’Osservatorio, il divario è dovuto principalmente a un sistema produttivo poco dinamico e alla conseguente fuga di giovani qualificati verso altre regioni o all’estero. Molti laureati, infatti, sono costretti a cercare altrove opportunità adeguate alle proprie competenze.

Belmonte: “Il titolo non può essere un privilegio ereditario”
Il direttore Antonio Belmonte sottolinea come questa situazione rappresenti una barriera sociale significativa. Se il titolo di studio dipende dalle condizioni familiari, viene meno il principio di merito e si indebolisce il ruolo dell’istruzione come strumento di riscatto.

Reddito di merito per trattenere i talenti
Tra le possibili soluzioni, l’Osservatorio segnala con interesse il Reddito di merito promosso dalla Regione, considerato un incentivo utile a trattenere i giovani sul territorio e a valorizzarne le competenze.

Serve un impegno strutturale contro la povertà educativa
Infine, viene ribadita la necessità di politiche più incisive contro la povertà educativa, per costruire un sistema in cui il titolo di studio non sia determinato dal contesto di partenza, ma dalle capacità e dall’impegno individuale.