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Lavorare e restare poveri: l'emergenza in Calabria

Lavorare e restare poveri: l'emergenza in Calabria
Una nuova piaga sociale affligge la Calabria: quella del lavoro povero. Secondo l'Osservatorio regionale sulle nuove povertà “avere un'occupazione non è più garanzia di autosufficienza economica. Nonostante le politiche governative abbiano portato a un significativo calo della disoccupazione nazionale, attestata al 5,2%, il dato giovanile resta critico a causa delle fragilità intrinseche del mercato".  

La piaga del precariato

Per l’Osservatorio, la Calabria soffre per il precariato, i contratti 'pirata', il dilagare del dumping contrattuale e il part-time involontario: "Non possiamo festeggiare pienamente - spiega il direttore Antonio Belmonte - finché oltre il 13% dei lavoratori vive sotto la soglia di povertà. La Calabria è diventata un'isola dove i salari sono compressi e i diritti fondamentali spesso tralasciati. Il nostro monitoraggio parla chiaro: la povertà lavorativa è una realtà strutturale che genera nuove povertà, costringendo chi lavora a chiedere aiuto per i beni di prima necessità". L’Osservatorio, in collaborazione con la Regione Calabria e il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, rinnova l'impegno a vigilare e a dare voce a chi non ne ha “affinché il lavoro torni a essere, come recita la nostra Costituzione, il fondamento di una cittadinanza piena e dignitosa e non un'estensione della marginalità sociale e delle nuove povertà”.