
L’efficacia dei comuni antiparassitari per cani e gatti, per via della crescente farmacoresistenza degli ectoparassiti, risulta essere inefficace. A ciò, si aggiunge la preoccupazione per gli effetti tossici cronici derivanti da un uso prolungato o improprio dei prodotti chimici. Pertanto, la comunità scientifica sta esplorando alternative ecosostenibili, grazie al progetto di ricerca “Development of a green veterinary pharmacology approach against long-termtoxicity of pesticides: from experimental models to clinical trials” ("Sviluppo di un approccio ecosostenibile alla farmacologia veterinaria per contrastare la tossicità cronica dei pesticidi: dai modelli sperimentali alla ricerca clinica") finanziato dal MUR con fondi PRIN2022 PNRR.
Lo studio
Un progetto che ha visto la collaborazione dei ricercatori dell’Università di Catanzaro, dell’Università della Calabria e dell’Università di Messina. Al centro dello studio gli oli essenziali estratti dalle piante mediterranee, soprattutto gli agrumi e le Lamiaceæ (come rosmarino, timo e lavanda) in quanto presentano una bassa tossicità ambientale. In secondo luogo, essendo composti da decine di molecole diverse, hanno attività su bersagli multipli del parassita, rendendo molto più difficile lo sviluppo di resistenza rispetto ai principi attivi sintetici a singolo bersaglio.
I risultati
L’Unical ha curato l’estrazione e la caratterizzazione chimica dei fitocomplessi, l’unità operativa di Catanzaro ha condotto saggi in vitro che hanno confermato una potente azione acaricida degli oli e dei loro costituenti principali, mentre l’Università di Messina ha avviato le prime sperimentazioni in vivo. I risultati sottolineano un divario significativo tra l’efficacia dimostrata in laboratorio e l’applicabilità pratica sul campo, perché gli oli essenziali sono caratterizzati da un’elevata volatilità che ne riduce la persistenza sul mantello dell’animale. Inoltre, la loro composizione varia in funzione della specie vegetale, della stagione di raccolta e del metodo di estrazione, rendendo problematica la standardizzazione del prodotto.