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Tragedia di Catanzaro, la città dà l'ultimo saluto alle tre vittime

Tragedia di Catanzaro, la città dà l'ultimo saluto alle tre vittime
Per Catanzaro è il momento del dolore e del silenzio. Oggi pomeriggio la città ha dato l’ultimo saluto alla 46enne che, nella notte tra martedì 21 e mercoledì 22, si è lanciata dal balcone di casa insieme ai tre figli, due dei quali hanno perso la vita a soli 4 mesi e 4 anni. L’unica sopravvissuta della tragedia di via Zanotti Bianco, è la bambina di 5 anni e mezzo, trasportata dall’ospedale “Dulbecco” al “Gaslini” di Genova dove è ricoverata in condizioni critiche ma stabili.  

Il lutto cittadino

In occasione dei funerali, il sindaco Nicola Fiorita ha proclamato il lutto cittadino, disponendo che le bandiere degli edifici comunali fossero a mezz’asta. Tanti i commercianti che hanno deciso di tenere la saracinesca abbassata in segno di vicinanza ai familiari. L’U.S. Catanzaro ha osservato 15 minuti di silenzio prima dell’inizio del match contro lo Spezia, mentre alcuni eventi organizzati per la Festa della Liberazione sono stati annullati o rimandati. La comunità ha voluto stringersi intorno a questa famiglia colpita da un dramma immane che ha lasciato attonita un’intera città.  

I funerali

I tre feretri sono giunti alla Basilica dell’Immacolata del capoluogo accompagnati da un lungo applauso e poi lo strazio del padre che ha portato in braccio la bara del figlio più piccolo fino in chiesa, rimanendo in piedi vicino ai suoi tre angeli per tutto l’arco dei funerali. Un silenzio che veniva interrotto solamente dalle lacrime che solcavano i volti dei parenti e degli amici. Numerosi i cittadini che hanno preso parte alle esequie, officiate dall’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace Claudio Maniago, così come le autorità civili e militari. Presenti anche il primo cittadino Fiorita, il presidente del Consiglio comunale, Gianmichele Bosco, e il prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa che, al loro arrivo, hanno abbracciato il padre. Immenso ma composto il dolore della familiari delle vittime che devono fare i conti con una morte prematura che lascia sgomenti.  

L'omelia dell'arcivescovo Maniago

Ed è proprio a loro che nel corso dell’omelia, l’arcivescovo si rivolge con un messaggio di fede e di speranza: “Vorremmo esservi così vicini – ha affermato - con la preghiera e l’affetto - da lenire almeno un poco la vostra sofferenza. Vorremmo che non vi sentiste soli nel vostro dolore, ma sapeste che la comunità cristiana vi è vicina, che la città vi è vicina, che tante persone di questo nostro paese condividono il vostro dolore e vi sono vicine. Il ricordo dei vostri cari defunti, vi spinga ad amarvi ancora di più, a rinnovare la fede in Dio e la speranza nella vita”. Per Maniago, è un dramma che richiede rispetto e silenzio: “Queste bare – ha concluso l’arcivescovo - questa sera ci chiedono un rispettoso silenzio di fronte a una tragedia assoluta, ma al tempo stesso ci chiedono di non lasciare passare invano questo dolore, ma di trasformalo in un’attenzione più concreta e una maggior cura reciproca, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità, nella nostra società; ci domandano di fermarci a guardare meglio le nostre fragilità, i nostri figli, i nostri anziani, ma anche i nostri amici, i nostri vicini, cercando di costruire insieme una società più accogliente, dove sia sempre più difficile sentirsi soli”. All’uscita dalla chiesa, i parenti hanno potuto salutare per l’ultima volta i loro tre angeli che sono stati trasportati al cimitero. Adesso le preghiere sono soprattutto per la bambina sopravvissuta, rimasta l’unico barlume di luce in questa famiglia spezzata.