Un immobile confiscato alla criminalità organizzata entra a far parte del patrimonio pubblico destinato alla cultura. Il Comune di Reggio Calabria ha consegnato al Museo archeologico nazionale un edificio situato in via Roma, che sarà utilizzato per finalità istituzionali.
L'accordo
L’accordo, formalizzato attraverso un comodato d’uso gratuito, è stato siglato dal sindaco facente funzioni Domenico Battaglia e dal direttore del Museo, Fabrizio Sudano. L’iniziativa rientra nel percorso di valorizzazione dei beni confiscati, con l’obiettivo di restituire alla collettività spazi sottratti all’illegalità.
«Si tratta di un atto concreto di legalità e giustizia sociale – ha dichiarato Battaglia –. I beni confiscati non devono restare simboli di degrado, ma diventare strumenti di crescita culturale e civile. Con questa assegnazione rafforziamo il legame tra istituzioni e territorio».
Valore del riuso del bene
L’immobile sarà destinato a supporto delle attività del Museo archeologico, in particolare come spazio per la gestione e la conservazione del patrimonio. «Il riuso di questo bene – ha spiegato Sudano – ha un forte valore simbolico e operativo: consente di migliorare l’organizzazione delle collezioni e restituisce alla città un luogo trasformato in risorsa pubblica».
Un passaggio che, almeno per una volta, non resta solo sulla carta: un bene tolto alla criminalità che prova davvero a diventare utile. Strano, ma succede.
