
“La cementificazione e il degrado dei terreni fertili cancellano ogni anno cibo per un valore di 1,2 miliardi di euro”. Lo dichiara Coldiretti, in occasione della Giornata mondiale della Terra, facendo riferimento all’ultimo rapporto Ispra 2025. Riguardo al territorio regionale, la quantità di cibo cancellato è di "circa 15 milioni di euro".
Il dissesto idrogeologico
Secondo l’associazione, dal 2000 al 2020, la superficie agricola è diminuita di 17mila ettari, circa il 3% su 540mila ettari. “La nostra regione - prosegue - si colloca sotto la media nazionale in valori assoluti, ma il dato resta allarmante per una regione fragile dove ogni metro quadrato sottratto a campi e aree naturali aggrava dissesto, impermeabilizzazione e perdita produttiva. L'avanzata delle aree urbanizzate impedisce l'infiltrazione delle acque piovane, che defluiscono in superficie alimentando alluvioni e frane”.
L’associazione, inoltre, sottolinea il pericolo idrogeologico a cui è esposta la regione: “Il consumo di suolo in Calabria è strutturalmente limitato dalla forte naturalità del territorio tuttavia il fenomeno non è fermo, soprattutto nelle aree costiere, lungo assi infrastrutturali, in alcune zone periurbane".