
Un pasticcio burocratico legato al Piano comunale di spiaggia rischia di paralizzare il comparto turistico di Santa Maria del Cedro. Lo sostiene l’avvocato Italo Guagliano del foro di Paola che difende alcuni imprenditori che ieri si sono visti sequestrare la propria struttura balneare dalla Guardia Costiera e dai Carabinieri. Una decisione a cui il legale si opporrà chiedendo il ricorso.
La questione
Secondo l’avvocato, l’Amministrazione comunale ha presentato un nuovo strumento urbanistico, mai approvato definitivamente in quanto manca il parere della Regione Calabria. La bocciatura è arrivata ad ottobre 2025, comportando la validità del precedente piano, che non prevede concessioni annuali. Pertanto, le concessioni prive di autorizzazione annuale avrebbero dovuto essere liberate nei mesi invernali, per poi essere rioccupate soltanto a partire dal primo aprile, sulla base della recente ordinanza del sindaco Ugo Vetere.
Il primo cittadino, a metà mese, aveva ricordato la normativa regionale in vigore per il settore che per le concessioni annuali prevede il mantenimento delle strutture amovibili solo se non in pericolo di danni da mareggiate e se rispettose di altre condizioni, tra le quali lo svolgimento dell'attività economica per l'interno anno. Fino a quest'anno i concessionari hanno operato in regime di proroga, l'ultima fino al 30 settembre 2027, e in attesa dell'approvazione del nuovo Piano di Spiaggia. Dunque, i legali dei concessionari affermano che il diritto alla difesa degli assistiti sarebbe stato impedito.
Guagliano: "Negato diritto alla difesa"
"Ritengo – rimarca Guagliano - che non siano stati seguiti tutti i principi del diritto amministrativo. Deve essere avviato un procedimento di natura amministrativa, che non risulta. I concessionari si sono ritrovati diffidati alla demolizione di punto in bianco senza che dall'Amministrazione comunale fosse giunta comunicazione tempestiva ed ufficiale della mancata approvazione del nuovo Piano di spiaggia. In questo modo è stato negato il diritto alla difesa. La recente ordinanza del sindaco consente la presenza delle strutture sulla spiaggia a partire dallo scorso primo aprile. Oltre all'occupazione abusiva della concessione sono stati contestati abusi edilizi di lieve entità e in gran parte già rimossi. Inoltre gli imprenditori balneari hanno versato i canoni per l'intero anno fino al 2025, confidando nella natura annuale delle concessioni inserita nelle proroghe".
Alla luce di ciò, gli avvocati sono al lavoro per predisporre le istanze: “Cerchiamo di intervenire – conclude Guagliano - prima della convalida del sequestro da parte del Gip di Paola ma siamo pronti a ricorrere al tribunale del riesame. Gli imprenditori non possono pagare una carenza di comunicazione tra gli uffici e i privati che ha portato all'intervento della magistratura proprio mentre un'ordinanza sindacale consentiva l'apertura delle attività già dal 1° aprile".