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Longobucco, entra nel vivo il progetto "Sila protetta"

Longobucco, entra nel vivo il progetto "Sila protetta"
Il progetto “Sila protetta” entra nella sua fase operativa e lo fa con un impianto rivoluzionario. A Longobucco la sanità territoriale compie un salto in avanti collocandosi, fregiandosi delle esperienze più avanzate sul territorio nazionale. Al via la sperimentazione operativa: tre pazienti sono monitorati 24 ore su 24 tramite dispositivi indossabili di ultima generazione, veri e propri bracciali sanitari collegati in tempo reale con la centrale ospedaliera. Per la prima volta vengono sperimentati strumenti sanitari che, oltre a rilevare i parametri, effettuano autonomamente la diagnosi. I parametri vitali vengono trasmessi costantemente, consentendo ai medici un controllo continuo e immediato anche a distanza.  

Dispositivi innovativi

“Abbiamo condiviso – ha detto il sindaco di Longobucco, Giovanni Pirillo - un percorso sulle potenzialità del nostro territorio e questa attenzione dimostra quanto si creda in Longobucco, che oggi viene valorizzato e portato in alto”. Sul campo l’avvio del test il professore Andrea Bruni, direttore della UOC di Anestesia e Rianimazione e capo del Dipartimento di Emergenza-Urgenza dell’ospedale Annunziata di Cosenza, insieme al manager Vitaliano De Salazar, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza e commissario dell’Asp di Cosenza. “Questi dispositivi non si limitano al monitoraggio. Sono in grado di effettuare una vera e propria diagnosi: ad esempio possono rilevare una fibrillazione atriale, ma anche situazioni di desaturazione o insufficienza respiratoria. Il sistema consente di localizzare in tempo reale il paziente. Una volta individuata una condizione critica, si attiva immediatamente il 118, riducendo drasticamente i tempi di intervento”, ha spiegato Bruni, sottolineando che il progetto utilizza tecnologia Medtronic, ulteriormente implementata a livello locale. “I braccialetti – ha affermato De Salazar - rappresentano il vero valore aggiunto di questo progetto. Siamo tra i primi in Italia a utilizzare dispositivi che, oltre a segnalare un parametro vitale alterato, sono in grado di effettuare direttamente una diagnosi. Il dispositivo è collegato con il 118 e consente un’attivazione immediata dei soccorsi. Questo significa ridurre drasticamente i tempi di intervento e aumentare la sicurezza, soprattutto per le persone più fragili”.