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Vinitaly, Coldiretti Calabria: "Liberare il vino dalla burocrazia"

Vinitaly, Coldiretti Calabria: "Liberare il vino dalla burocrazia"
Liberare il vino italiano dalle catene della burocrazia e dei dazi. È il messaggio lanciato da Coldiretti al Vinitaly 2026, rappresentato simbolicamente dalla grande bottiglia avvolta da catene spezzate posta all’ingresso di Casa Coldiretti, che racconta un comparto sotto pressione ma pronto a ripartire se liberato da vincoli inutili.  

I numeri in Calabria

“Negli ultimi dieci anni, - afferma Coldiretti Calabria - anche in Calabria si registra un trend analogo a quello nazionale: menovolumi ma maggiore valore medio, grazie a investimenti su qualità, innovazione e riconoscibilità del prodotto. La Calabria può contare su 9 denominazioni DOC e 10 IGT, fondate su vitigni autoctoni di grande valore identitario come Gaglioppo, Magliocco, Greco Bianco e Greco Nero, e su una biodiversità ampelografica tra le più ricche d’Italia. Secondo analisi specialistiche, negli ultimi anni si registra un progressivo miglioramento qualitativo dei vini calabresi, accompagnato dalla crescita di nuove aziende e da una maggiore attenzione alla sostenibilità e alla valorizzazione territoriale. Nel quadro complessivo, la Calabria ha superato nel 2025 un miliardo di euro di esportazioni totali, dell’export agroalimentare”. Il vino italiano, quindi, resta una colonna dell’agroalimentare nostrano. “La Calabria – dichiara Coldiretti – sta partecipando con maggiore forza a questa dinamica, puntando su distintività, cultura e turismo enogastronomico, trasformando i limiti quantitativi in vantaggio competitivo che punta sulla qualità. Vinitaly 2026 rilancia dunque una prospettiva chiara: liberare il vino significa offrire alla Calabria una reale occasione di sviluppo, capace di unire economia agricola, cultura, identità territoriale e futuro sostenibile”.