
Sanità, infrastrutture e lavoro. Si è sviluppato su queste tre direttrici l’incontro alla Cittadella regionale tra il governatore Roberto Occhiuto e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria, Gianfranco Trotta, Giuseppe Lavia e Mariaelena Senese.
Le vertenze
Numerosi i temi affrontati: dal piano regionale dei trasporti fino alle vertenze dei circa 900 tirocinanti di inclusione sociale, degli ex Lsu/Lpu e quella riguardante i dipendenti della Konecta. In merito a quest’ultimo fronte, nel corso della terza riunione al Ministero del Lavoro, si è discusso della richiesta di cassa integrazione straordinaria avanzata dall’azienda che ha portato alla sottoscrizione di un accordo. Resta, però, alta l’attenzione sul piano di risanamento e sulla prosecuzione del progetto di dematerializzazione.
“Il presidente – ha detto Senese - ci ha assicurato che prima della chiusura della cassa integrazione straordinaria, sicuramente troverà una soluzione per la stabilità dei lavoratori. L’idea è quella di ampliare l’attuale commessa di digitalizzazione e dematerializzazione delle cartelle cliniche che ormai si è quasi compiuta, rivolgendosi un po' alla pubblica amministrazione, allargando la commessa in questi termini, di creare un progetto pilota per l’area mezzogiorno”.
Il comparto sanitario e l'alta velocità
Durante il confronto, i sindacati hanno evidenziato l’urgenza di stabilizzare gli infermieri, gli operatori del comparto sanitario e il personale a tempo determinato. Fra le richieste anche l’implementazione dei servizi negli ospedali e nelle case di comunità, oltre al rilancio della medicina territoriale.
“Sul tema delle infrastrutture – ha affermato Lavia - l’urgenza di recuperare il miliardo di euro che serve per portare l’alta velocità a Praia ma ci sono tante altre questioni. In generale abbiamo chiesto un confronto aperto sul piano regionale dei trasporti individuando oltre all’alta velocità, il tema del completamento del Strada Statale 106 come un elemento centrale”.
L'ipotesi mobilitazione
Se le risposte alle questioni portate sul tavolo non dovessero arrivare a stretto giro, secondo Trotta l’unico strumento sarebbe quello della mobilitazione: “Questa cosa il presidente la sa – ha concluso - perché non riusciamo più a tenere il malcontento che c’è in giro”.