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Panvino: «Amministratori infedeli inquinano la vita della comunità»

Panvino: «Amministratori infedeli inquinano la vita della comunità»
«La presenza di amministratori infedeli negli enti locali dislocati nel territorio provinciale, abituati a tenere un piede in due staffe – uno in quello della illegalità e l'altro rivolto all'attività amministrativa dell'ente – non fanno altro che inquinare la vita lavorativa e democratica della comunità». E' un passaggio del discorso del questore di Crotone, Renato Panvino, in occasione del 174° anniversario della Polizia di Stato, che ha visto le celebrazioni svolgersi questa mattina in piazza Berlinguer.

«Amministratori senza scrupoli»

Panvino, nel ringraziare l'operato della Procura della Repubblica e dei magistrati «che hanno intrapreso in questo territorio un metodo lavorativo efficiente», ha tirato una stoccata agli amministratori infedeli «senza scrupoli», che «anzichè governare nell'interesse della collettività che li ha eletti, pensano di fare affari favorendo aziende amiche o legate alle organizzazioni criminali a discapito della legalità, dell'efficenza, e della crescita socio-economica del territorio».

L'inchiesta "Teorema"

Dalle parole del questore di Crotone si potrebbe desumere un riferimento all'inchiesta “Teorema” - condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura pitagorica – che avrebbe svelato l'assegnazione di appalti pubblici, frazionando i lavori per mantenerli sotto la soglia di legge e consentire così l'affidamento diretto ad un gruppo ristretto; per poi intascare parte degli importi attraverso un meccanismo di ritorno da conti correnti intestati a persone o società complici. Al momento gli indagati sono 20, tra cui l'ex presidente della Provincia – Fabio Manica. «L'azione repressiva della squadra Stato – ha detto ancora Renato Panvino – non ha tardato la reazione, sciogliendo le amministrazioni infettate, commissariando i Comuni, restituendoli ai cittadini per esprimere in modo democratico amministratori adeguati e, al contempo, non inseriti in organigrammi mafiosi».