Controlli a tappeto nei pubblici esercizi e nei cantieri della provincia di Cosenza hanno portato alla sospensione di cinque attività imprenditoriali e all’emissione di sanzioni per oltre 96 mila euro. L’operazione è stata condotta dall’Ispettorato territoriale del lavoro di Cosenza nell’ambito di due distinte attività di vigilanza che hanno interessato il settore della ristorazione, l’edilizia e i servizi.
I controlli nei locali pubblici
La prima serie di verifiche ha riguardato in particolare i locali pubblici e le attività di intrattenimento. I controlli, svolti con il supporto del Nucleo carabinieri dell’Ispettorato del lavoro e della Polizia municipale di Cosenza, rientrano nel piano di rafforzamento delle verifiche disposto dal Ministero dell’Interno dopo la tragedia di Crans-Montana.
Le irregolarità
Durante le ispezioni sono emerse diverse irregolarità. In due locali controllati sono stati individuati complessivamente nove lavoratori in nero. Nel primo esercizio commerciale tutti e sette i dipendenti presenti risultavano privi di regolare contratto, circostanza che ha portato alla sospensione immediata dell’attività. Nel locale sono state inoltre rilevate carenze sul piano della sicurezza, con prescrizioni impartite dagli ispettori per il ripristino delle condizioni previste dalla normativa.
Nel secondo locale, invece, due lavoratori su quattro sono risultati irregolari. Anche in questo caso è stata disposta la sospensione dell’attività imprenditoriale. Ulteriori criticità sono state riscontrate nelle misure di primo soccorso, ritenute non conformi agli standard di sicurezza.
Le altre verifiche
La seconda attività di vigilanza ha coinvolto invece diversi ambiti produttivi, tra cui pubblici esercizi, cantieri edili e una ditta di pulizie. Tra i tre esercizi commerciali controllati – due bar e una pasticceria – sono stati scoperti quattro lavoratori in nero su un totale di sette impiegati. Per uno dei due bar è scattato il provvedimento di sospensione.
Controlli anche nel settore dell’edilizia, dove sono state ispezionate tre aziende. In due casi gli ispettori hanno accertato un’ipotesi di distacco illecito di manodopera, configurando una fattispecie di rilevanza penale. Nella terza impresa uno dei due lavoratori presenti è risultato irregolare, circostanza che ha comportato la sospensione dell’attività.
Irregolarità sono state riscontrate anche in una ditta di pulizie, dove un lavoratore su quattro è risultato impiegato senza contratto. Anche in questo caso è stato adottato il provvedimento di sospensione.
Le sanzioni
Il bilancio complessivo dell’operazione parla di sanzioni per lavoro nero pari a 50.700 euro, a cui si aggiungono 15 mila euro di somme accessorie legate alle sospensioni delle attività. Ulteriori ammende, superiori a 31 mila euro, sono state invece contestate per violazioni delle norme in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
