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Crotone, avvistata una famiglia di delfini tursiopi nel porto

Crotone, avvistata una famiglia di delfini tursiopi nel porto
Una famiglia stabile di delfini tursiopi (Tursiops truncatus), formata da circa 6–8 individui, frequenta da anni il bacino portuale di Crotone, con avvistamenti regolari soprattutto nelle ore dell’alba e del tramonto. I cetacei utilizzano l’area portuale come zona di alimentazione, sfruttando la concentrazione di banchi di pesce che si aggregano lungo le banchine. Gli stessi esemplari, inoltre, vengono frequentemente avvistati anche all’esterno dell’imboccatura portuale, in attività trofica in mare aperto. È quanto emerge dai dati raccolti dal Circolo per l’Ambiente Ibis ODV durante la campagna estiva di avvistamento e censimento cetacei, condotta a bordo dell’imbarcazione da ricerca scientifica Lady Anna S., che ha consentito un monitoraggio sistematico lungo la costa crotonese.  

Un habitat favorevole

“Il tursiope – afferma il presidente del Circolo - è un odontocete costiero altamente adattabile, caratterizzato da una notevole plasticità ecologica e da strutture sociali complesse. I gruppi, come quello che osserviamo stabilmente a Crotone, possono essere residenti o semi-residenti e mostrano una forte fedeltà alle aree di alimentazione. La presenza continuativa nel porto suggerisce che questo ambiente rappresenti un habitat trofico favorevole, in cui i delfini trovano condizioni ottimali per la caccia”.  

Pericolo spiaggiamento

Tuttavia, lo spiaggiamento registrato pochi mesi fa lungo le coste crotonese rappresenta un segnale allarmante: “Eventi di questo tipo – spiega il presidente - sono spesso correlati a pressioni antropiche come l’inquinamento acustico, il traffico marittimo e la contaminazione chimica, fattori che incidono in modo diretto sulla salute dei cetacei. Per questo motivo è fondamentale continuare le attività di monitoraggio. Disporre di un’imbarcazione come la Lady Anna S. ci consente di raccogliere dati scientifici affidabili, ma anche di coinvolgere direttamente i cittadini nelle attività di ricerca. La citizen science è uno strumento chiave: permette alle persone di partecipare attivamente alla conoscenza e alla tutela del mare, creando una maggiore consapevolezza collettiva”. Una specie, dunque, che va protetta e tutelata: “La presenza dei tursiopi nel porto di Crotone – conclude - non è solo un fenomeno affascinante, ma un indicatore concreto dello stato del nostro ecosistema marino. Proteggerli significa proteggere l’intero equilibrio del nostro mare.”