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Porto di Gioia Tauro, i sindacati contro il traffico di armi

Porto di Gioia Tauro, i sindacati contro il traffico di armi
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti e Sul della provincia di Reggio Calabria si oppongono al transito, presso il porto di Gioia Tauro, di armi e dispositivi militari destinati a Israele e ad altri Paesi del Medio Oriente.  

Richiesta di controlli più rigorosi

“I lavoratori portuali di Gioia Tauro – dichiarano le sigle sindacali - rivendicano con forza il proprio ruolo nel sostenere un'economia sana e orientata allo sviluppo, rifiutando qualsiasi coinvolgimento, diretto o indiretto, nel traffico di strumenti di morte. In questo senso, chiedono il pieno rispetto dell'articolo 11 della Costituzione italiana, che sancisce con chiarezza che l'Italia ripudia la guerra". Pertanto, le organizzazioni sindacali ritengono necessario che i container vengano sottoposti a rigorosi controlli e ispezioni da parte della Guardia di finanza e dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, al fine di verificare la natura delle merci trasportate ed eventualmente impedirne il transito.  

L'appello dei sindacati

“Si richiama inoltre quanto previsto dalla legge n. 185 del 1990, - affermano - che vieta espressamente l'esportazione, il transito e il trasferimento di armamenti verso Paesi in stato di conflitto armato o responsabili di gravi violazioni dei diritti umani". Infine, le sigle sindacali rivolgono "un appello a tutte le istituzioni, dai sindaci del territorio al presidente della Regione Calabria, fino alla rappresentanza parlamentare calabrese, affinché assumano una posizione chiara, unitaria e coerente, volta a impedire che il porto di Gioia Tauro venga utilizzato come snodo logistico per il passaggio di armi destinate ai teatri di guerra".