
I recenti rincari del petrolio incidono negativamente sull’economia italiana e se la guerra in Medio Oriente continuerà, le conseguenze potrebbero essere pesantissime per le aziende e i consumatori. A lanciare l’allarme è il vicepresidente di Asnali Regionale Calabria, Giovanni Catania, che si fa portavoce del disagio e delle difficoltà di tutti i settori economici.
I dati del Mimit
Il ministero delle Imprese e del Made in Italy, in base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, ha confermato che il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale oggi è di 1,741 euro al litro per la benzina e 2,036 euro al litro per il gasolio. Costi altissimi che si ripercuotono sulle imprese.
“Si tratta non solo di arrestare la crescita delle imprese – sottolinea Catania - ma di intaccare la loro stabilità e la capacità economica, già messa a dura prova da un’inflazione di fondo che minimizza le riserve e blocca gli investimenti. Le piccole e medie imprese rischiano di soffocare sotto il peso di quella che è stata definita una crisi energetica senza precedenti sono necessari interventi immediati e strutturali per salvaguardare tutte le imprese che rappresentano il tessuto produttivo del nostro Paese. La nostra associazione è al fianco delle aziende e dei lavoratori autonomi in questa importante partita per la sopravvivenza economica”.