Ridurre la spesa destinata agli incarichi di funzione per evitare ripercussioni economiche sulla grande maggioranza dei dipendenti. È la richiesta avanzata dai sindacati Fials e Nursind dell’area territoriale di Catanzaro in merito alla gestione delle risorse all’interno dell’Azienda ospedaliera universitaria “Renato Dulbecco”.
In una nota firmata dai rappresentanti sindacali Dario Rizzo e Nino Critelli, le due organizzazioni si rivolgono al commissario straordinario e al direttore amministrativo dell’azienda, oltre che al commissario di Azienda Zero e al Dipartimento regionale della Sanità, chiedendo un ripensamento sulle scelte relative alla distribuzione dei fondi.
Secondo quanto riferito dai sindacati, dalla documentazione esaminata emergerebbe che le risorse complessive destinate agli incarichi di funzione, previste dall’articolo 63 del Contratto collettivo nazionale di lavoro 2022-2024, ammonterebbero a circa 940mila euro.
Fials e Nursind sostengono che una spesa di questo tipo rischierebbe di favorire solo una parte limitata del personale. “Non è possibile dare risposte soltanto a circa 110 dipendenti, pari al 5% del totale, mentre oltre 2.300 lavoratori restano esclusi”, affermano Rizzo e Critelli.
Secondo i sindacati, la scelta avrebbe effetti economici prolungati nel tempo. Gli incarichi di funzione, infatti, hanno una durata quinquennale e possono essere prorogati fino a dieci anni. Una situazione che, a loro giudizio, finirebbe per incidere negativamente sugli stipendi di circa 2.190 dipendenti per un lungo periodo.
Le organizzazioni sindacali parlano di una decisione che potrebbe creare tensioni nell’ambiente lavorativo e chiedono quindi una revisione delle previsioni di spesa. L’obiettivo, spiegano, sarebbe quello di salvaguardare i fondi destinati ai differenziali economici di professionalità e alle indennità legate alla qualificazione professionale, per un valore stimato di circa 800mila euro.
Per Fials e Nursind è necessario un intervento correttivo che riduca le risorse destinate agli incarichi di funzione, così da evitare ripercussioni economiche sulle famiglie della maggior parte dei lavoratori dell’azienda ospedaliera catanzarese.
