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Cottarelli all'Unical: «Referendum prima sconfitta Meloni»

Cottarelli all'Unical: «Referendum prima sconfitta Meloni»
L’andamento dell’economia nazionale negli ultimi venticinque anni e le principali criticità strutturali: è partita da quì la lectio magistralis di Carlo Cottarelli all'Unical. L'incontro - promosso dal Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza, in collaborazione con il Rotary Club Rende - e moderato dal professore Francesco Aiello - è stata anche un'occasione di confronto tra mondo accademico, istituzioni e società civile sui temi chiave per il futuro dell’economia italiana e del Mezzogiorno L'economista e docente universitario - nonchè già presidente incaricato del Consiglio e senatore - ha focalizzato l'attenzione anche alle prospettive di sviluppo.

Guerra ed export

«L'economia è il futuro - ha detto ai microfoni dei cronisti - bisogna però partire dal passato e vedere a che punto sono. Vedo più probabile che questa guerra non duri molto perché il prezzo della benzina, negli Stati Uniti, sta aumentando molto e quella è una cosa che dà molto fastidio alle famiglie americane. Ci sono le elezioni a novembre. Poi c'è la questione dell'export verso quelle regioni - ha detto ancora - non è soltanto la Calabria, abbiamo esportazioni verso quelle regioni intorno ai 17 miliardi di euro all'anno, quindi non sono cifre rilevanti. Non è solтanto la moda, c'è anche la meccanica».

Politica e Governo Meloni

Incalzato ai giornalisti, Cottarelli è intervenuto anche sullo stato dell'attuale Governo all'indomani del referendum costituzionale. «Il governo arriverà alla fine della legislatura - ha detto l'economista - a meno che decidano di andare a elezioni in primavera, ma questo fa parte del tornare al ciclo di elezioni in primavera. C'è un certo elemento di instabilità, nel senso che questa è un po' la prima sconfitta per Giorgia Meloni. La sua aurea di invincibilità è stata intaccata. Se ci si poteva aspettare una vittoria anche alle prossime elezioni, adesso la cosa diventa meno probabile. In questo senso si è intaccata un po' l'idea della stabilità, ma questo non riguarda i prossimi 12 mesi, riguarda cosa succederà alle elezioni successive».