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Ripartire insieme, più forti delle fiamme e delle intimidazioni

Ripartire insieme, più forti delle fiamme e delle intimidazioni
Era l'8 aprile del 2025 quando un violentissimo incendio distrusse la concessionaria “Calabria motori”, a Villa San Giovanni. Un'intimidazione ai danni del proprietario, l'allora vicesegretario regionale di Forza Italia ed oggi consigliere regionale Emanuele Ionà, resa chiarissima dalle immagini di videosorveglianza, che ripresero un uomo entrare nella struttura ed appiccare il fuoco. La reazione fu immediata. Tutti si misero subito al lavoro per ripartire; ed oggi, a poco meno di un anno da quel giorno, la concessionaria ha riaperto. Di quella notte di fuoco Ionà ha conservato solo una piccola automobile giocattolo, annerita dalle fiamme ma ancora intatta, esposta in una teca quale simbolo di una passione che sa essere più forte di ogni intimidazione.

Un simbolo di rinascita

"È il simbolo della rinascita - afferma Ionà - un simbolo che ricorda i bambini. Quella mattina, quando è sorto il sole, dopo le fiamme, dopo la cenere, questa macchinina era qui, su un mobile. E quando ho visto questa macchinetta coperta di cenere, mi è venuta da un lato una grande tristezza. Ma io sono ripartito da quella macchinina, perché è il giocattolo dei bambini: io sono cresciuto nelle macchine, quindi con le macchine ho un legame molto viscerale. E allora ho detto: "Buttate tutto, ma conservate questa". Perché dovrà essere un ricordo che non ci fa dimenticare, ma soprattutto che dà speranza a me, alla nostra azienda, ma a tutta la Calabria".

Ripartire dalla famiglia

Da dove si riparte dopo un fatto come quello che le è accaduto? "Dalla forza che hai, dalla fiducia che hai; da quello che ti circonda, dalla tua comunità, dall'azienda, dalla famiglia. Si parte dalle basi solide della vita di un uomo. E quindi ci vuole tanta fiducia nel ripartire, ma ripeto, quella non è assolutamente stata minata nemmeno per un istante. Io ricordo perfettamente quella mattina dell'8 aprile. Alle 5 sono andati via i vigili del fuoco. La mia azienda alle 9 del mattino era già attiva. Non ci siamo fermati un solo giorno. Certo, è stato un bruttissimo colpo, non tanto dal punto di vista economico, quanto morale. Perché non è stato un attentato alla famiglia Ionà o al gruppo Ionà: quello è stato un attentato ad una città intera, a una comunità intera".