
Una presunta frode di rilevante entità ai danni del Servizio sanitario nazionale è stata scoperta dai finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Lamezia Terme. L’indagine ha portato al sequestro preventivo d’urgenza delle strutture operative di tre società ritenute, allo stato delle investigazioni, strumentali a un articolato sistema illecito.
Il provvedimento, firmato dal Procuratore facente funzioni, è stato adottato per interrompere quello che gli inquirenti descrivono come un meccanismo consolidato di presunte irregolarità, finalizzato a ottenere indebiti rimborsi pubblici per la fornitura di protesi acustiche.
L'inchiesta
Al centro dell’inchiesta ci sarebbero dieci soggetti, tra cui gestori di aziende e dirigenti medici. In particolare, secondo l’ipotesi accusatoria, tre dirigenti in servizio presso la Struttura Operativa Complessa di Otorinolaringoiatria dell’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, oggi parte dell’Azienda Universitario-Ospedaliera Renato Dulbecco, avrebbero avuto un ruolo chiave nel presunto sistema. Coinvolto, fino all’ottobre 2024, anche un dirigente medico del distretto sanitario di Lamezia Terme, addetto ai controlli e alle autorizzazioni.
Falsi documenti sanitari
Le indagini della Guardia di Finanza avrebbero fatto emergere un meccanismo basato sulla falsificazione di documentazione sanitaria: impegnative per visite specialistiche, esami audiometrici, prescrizioni e collaudi di protesi acustiche. Atti che risultavano necessari per ottenere i rimborsi da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro.
Pazienti "fantasma"
Secondo quanto ricostruito, molte pratiche sarebbero state create senza che i pazienti si fossero mai sottoposti alle visite indicate. In diversi casi, infatti, non risulterebbero accessi registrati presso le strutture sanitarie, né prenotazioni tramite il CUP. In altri episodi, i pazienti sarebbero stati condotti in gruppo, ma senza che vi fosse traccia formale delle prestazioni.
Complessivamente sono circa 2.900 le pratiche ritenute irregolari dagli investigatori.
Protesi acustiche... anzi no
Particolarmente allarmante, secondo gli inquirenti, il caso di un paziente che, dopo aver ricevuto protesi acustiche sulla base di un iter diagnostico rivelatosi falso, ha scoperto in una successiva visita di non avere alcun problema uditivo. Anzi, gli sarebbe stato consigliato di non utilizzare i dispositivi perché potenzialmente dannosi.
Diversi altri pazienti avrebbero riferito di non aver tratto alcun beneficio dagli ausili oppure di non averli utilizzati a causa dei fastidi provocati.
Le accuse
I reati ipotizzati includono il falso in atto pubblico e la truffa aggravata ai danni dello Stato, anche nella forma organizzata.