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Container sospetti diretti in Israele al porto di Gioia Tauro

Container sospetti diretti in Israele al porto di Gioia Tauro
Provengono dall'India e sono destinati ad  Israele gli otto container arrivati nel porto di Gioia Tauro nei giorni scorsi e attualmente sotto ispezione della Guardia di finanza e dell'Agenzia delle dogane. Un'inchiesta giornalistica, rilanciata dal movimento Bds e dai sindacati Usb e Orsa, ha rivelato infatti che conterrebbero "materiale bellico". La conferma del blocco è giunta oggi, dopo una visita nello scalo da parte della deputata del Movimento 5 Stelle Anna Laura Orrico e del responsabile regionale dell'Usb Peppe Marra. La Guardia di finanza e l'Agenzia delle Dogane hanno deciso di ispezionare i container, che sono stati passati prima allo scanner e poi aperti. Il materiale non sarebbe destinato direttamente ad una fabbrica di armi, ma ad un'agenzia di intermediazione - così come risulta dai documenti di carico - che solitamente si occupa di collegamenti commerciali tra India e Israele.

Barre d'acciaio

Il materiale trasportato è costituito da barre d'acciaio, alcune quadrate e altre tonde e, ha riferito Orrico, "non ci sarebbero, per quanto misurato da appositi strumenti, tracce di radioattività. Tuttavia - ha aggiunto la parlamentare - per definire l'esatta natura dell'acciaio, ovvero il suo utilizzo per fini bellici, sarà necessario l'intervento di un esperto tecnico la cui consulenza è stata già richiesta dalle autorità portuali". Ad essere determinante, ha spiegato Marra, "sarà stabilire se si tratti di acciaio balistico o comunque di leghe progettate per impieghi militari. In tal caso - ha aggiunto - ci troveremmo di fronte a materiali riconducibili alla legge 185/90, che disciplina il controllo su esportazione, importazione e transito di armamenti e prevede limiti stringenti, fino al divieto, nei confronti di paesi coinvolti in conflitti armati, come Israele". La perizia tecnica sul materiale è già stata disposta e dovrebbe essere eseguita nei prossimi giorni. Qualora il risultato fosse positivo e quindi che le barre sono un materiale per realizzare armamenti, la Guardia di finanza e l'Agenzia delle dogane dovrebbero sequestrare i container e informare la Procura di Palmi, diretta da Emanuele Crescenti, che dovrebbe aprire un'inchiesta.