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Crotone, pizzaiolo ucciso nel 2024: alla Consulta ricorso su poliziotto

Crotone, pizzaiolo ucciso nel 2024: alla Consulta ricorso su poliziotto

La Corte Costituzionale esaminerà il 20 maggio 2026 il ricorso presentato dai familiari di Francesco Chimirri, il pizzaiolo di Crotone morto il 7 ottobre 2024 nel quartiere Lampanaro dopo essere stato colpito da un proiettile sparato dal poliziotto Giuseppe Sortino. Al centro della questione c’è la legittimità delle norme che attualmente impediscono alla persona offesa di ricusare il giudice per le indagini preliminari.

La vicenda e l’archiviazione 

Il procedimento nei confronti dell’agente era stato archiviato il 28 luglio 2025 dal gip Elisa Marchetto, che ha ritenuto la sussistenza della legittima difesa. Tuttavia, secondo i legali della famiglia Chimirri, gli avvocati Tiziano Saporito e Andrea Filici, la giudice non avrebbe potuto decidere sulla richiesta di archiviazione dopo essersi già espressa sulla vicenda in un precedente provvedimento.

In un atto precedente, infatti, il gip aveva definito quanto accaduto come un “estremo atto di autodifesa”. Una valutazione che, secondo la famiglia della vittima, avrebbe compromesso l’imparzialità richiesta a chi è chiamato a pronunciarsi sull’archiviazione del caso.

La ricusazione 

Per questo motivo i familiari avevano presentato un’istanza di ricusazione. La Corte d’appello di Catanzaro, però, aveva dichiarato inammissibile la richiesta, rilevando che l’ordinamento non attribuisce alla persona offesa la qualifica di “parte” nel procedimento, condizione necessaria per poter ricusare un giudice.

Il ricorso in Cassazione 

La difesa della famiglia ha quindi portato la questione davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo che il gip, nel provvedimento del 3 dicembre 2024, non si sarebbe limitato a una valutazione preliminare degli indizi ma avrebbe ricostruito in modo completo la vicenda, aderendo alla tesi difensiva dell’indagato. La Suprema Corte ha quindi rimesso la questione alla Consulta per valutare la legittimità costituzionale della norma.

La Corte europea di Strasburgo 

Parallelamente il caso è stato portato anche davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, che ha dichiarato ricevibile il ricorso. Secondo i legali della famiglia Chimirri, l’attenzione dei giudici europei riguarda anche la presunta inefficacia delle indagini e il possibile deficit di imparzialità nella gestione del procedimento.

In particolare, la difesa sostiene che le prime dichiarazioni spontanee rese dall’agente, nelle quali avrebbe parlato di uno sparo accidentale, non sarebbero state adeguatamente considerate nelle indagini, che si sarebbero invece concentrate sulla ricostruzione della legittima difesa.

L’eventuale accoglimento della questione da parte della Corte Costituzionale potrebbe avere conseguenze anche sul provvedimento di archiviazione già disposto. Se la norma venisse dichiarata incostituzionale, l’archiviazione potrebbe essere rimessa in discussione.